Visualizzazione post con etichetta Gli uccelli più comuni nel nord dell'India. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gli uccelli più comuni nel nord dell'India. Mostra tutti i post

martedì 3 gennaio 2017

I luoghi migliori per avvistare gli uccelli nel nord dell'India

Immagine satellitare dell'Aprile 2008 che mostra la copertura forestale dell'India
Sebbene l’osservazione degli uccelli in India sia un’interessante attività praticabile ovunque, anche nelle grandi città, alcune zone offrono condizioni particolarmente favorevoli all’avifauna, che quindi è presente con notevole varietà.

Nella zona centro-meridionale dell’India del nord, le aree migliori sono le ampie foreste custodite all’interno dei grandi parchi nazionali, dove anche gli uccelli beneficiano degli sforzi per conservare gli habitat originali.
Il luogo con la più alta concentrazione di specie differenti è senza dubbio il Keoladeo Ghana National Park, nei pressi della città di Bharatpur, in Rajasthan (http://informazioniindiaenepal.blogspot.in/2016/02/bharatpur.html).
In particolare durante i mesi invernali, gli ampi specchi d’acqua formatisi dopo il passaggio del monsone, si riempono letteralmente di uccelli migratori che scendono a nidificare, ma durante tutto l’anno la zona ospita un’avifauna estremamente varia.
Oltre a questo, un altro motivo che rende questa riserva ornitologia particolarmente apprezzata è la possibilità di visitarla a piedi o in bicicletta, grazie alle dimensioni ridotte e l’assenza di grandi predatori, a causa dei quali negli altri parchi naturali indiani le visite avvengono a bordo di jeep, mezzo non proprio adatto al birdwatching.
Decisamente migliori, da questo punto di vista, sono i popolari safari a dorso di elefante, seppur i trattamenti a cui vengono sottoposti questi meravigliosi pachidermi durante l’addestramento, dovrebbero far rabbrividire chiunque, non solo gli amanti della natura.

Nelle regioni del nord dell’India occupate dalla catena dell’Himalaya, le grandi foreste quasi incontaminate ospitano un numero sorprendentemente alto di uccelli di diverse tipologie e seppur esistano notevoli differenze stagionali, sono ben frequentate in ogni periodo dell’anno.
Il periodo migliore è sicuramente la primavera, con la natura che si risveglia dopo il lungo torpore invernale (sulle montagne sopra i 2.000 metri può fare molto freddo); la calda estate è anch’essa un buon periodo, seppur alcune specie possano ritirarsi a maggior altitudini ed essere quindi più difficili da avvistare; la stagione delle piogge porta chiaramente numerosi disagi anche agli uccelli, la cui osservazione però è sempre interessante, grazie alla concentrazione della vita aviaria in quei rari momenti di luce in cui non piova (ad esempio, dopo non infrequenti acquazzoni di più di 24 ore, appena smette di piovere i boschi pullulano letteramente di versi di specie d’ogni tipo); anche in inverno gli uccelli concentrano le loro attività durante le poche ore di luce e di sole, e seppur alcune specie si facciano decisamente più schive, è anche possibile avvistare qualche esemplare più raro, spinto spesso nei pressi di villaggi in cerca del cibo che col freddo nelle foreste può scarseggiare.

La zona occidentale del nord dell’India è occupata dagli stati indiani dell’Uttarkhand, dell’Himachal Pradesh e del Kashmir, dove gli splendidi panorami di montagna sono da tempo apprezzate mete turistiche.
L’Uttarkhand è noto per alcuni templi indù piuttosto importanti, spesso situati su remote montagne, e per raggiungere i quali si attraversano varie tipologie di foreste ed habitat frequentati quindi da numerose specie aviarie.
A questo riguardo merita una citazione il pellegrinaggio alla sorgente del Gange (http://informazioniindiaenepal.blogspot.it/2016/08/pellegrinaggio-alla-sorgente-del-gange.html), iniziando dalla cittadina sacra di Rishikesh, tra verdeggianti colline a poche centinaia di metri di altitudine, fino a Gangotri, paesino sacro situato invece a circa 3.200 m s.l.m., per poi continuare, al di sopra del limite degli alberi, lungo il trekking di 18 chilometri, che porta alla grotta dalla quale sgorga il Gange a 4.000 metri di altitudine.

Nello stato dell’Himachal Pradesh i più noti paesaggi di montagna sono quelli che si sviluppano lungo la Kullu Valley, partendo dalla verdeggiante cittadina di Mandi (http://informazioniindiaenepal.blogspot.com/2016/02/mandi.html) a circa 800 m s.l.m. e risalendo il fiume Beas fino a Manali a 2.000 metri di altitudine.
Qui sono presenti molti piccoli villaggi di montagna nelle foreste dei quali vivono e si possono avvistare numerose specie di uccelli: la Valle di Parvati, il paesino di Naggar ed i dintorni di Manali propongono tutti vari tipi di accomodamento, spesso in contesti naturali molto adatti al birdwatching.
Altro piccolo paradiso turistico ed ornitologico, specialmente in primavera, è l’area nei pressi di Dharamsala e McLeodganj (http://informazioniindiaenepal.blogspot.in/2016/09/luoghi-sacri-buddisti-xi-parte.html), in particolare la collina di Dharamkot sopra il paesino di Bhagsu.

Le montagne del Kashmir sono leggermente diverse geograficamente e climaticamente dai due stati precedenti e dal resto dell’Himalaya, ed ospitano quindi un’avifauna molto particolare.
Nella zona occidentale sono presenti ampie vallate e grandi foreste di conifere, che rendono questa parte della catena himalayana piuttosto simile alle Alpi, mentre il Ladakh, la zona orientale del Kashmir, è un’altopiano desertico, estensione geografia del Tibet.

Nella parte orientale dell’Himalaya indiano, stretto tra il Nepal ed il Bhutan, si trova lo stato montano del Sikkim (http://informazioniindiaenepal.blogspot.in/2016/10/lo-stato-indiano-del-sikkim.html) le cui sterminate foreste ospitano un gran numero di specie di uccelli.
La zona meridionale del Sikkim confina con il Bengala Occidentale, dove si trova la rinomata cittadina di Darjeeling, famosa per le piantagioni di thé ed i panorami sul vicino Kangchenjunga, la terza montagna più alta al mondo con 8.586 metri.
Come per l’area occidentale dell’Himalaya, tutte queste zone di colline e montagne, seppur talvolta leggermente urbanizzate, sono dei paradisi per ornitologi professionali ed amatoriali.

Considerando le dimensioni e la quantità di specie di uccelli, probabilmente la zona migliore dell’India è il nord-est, occupato da 7 piccoli stati alquanto remoti e caratteristici (http://informazioniindiaenepal.blogspot.in/2016/10/lindia-nord-orientale-i-parte.html).
Geograficamente la parte a nord del Brahmaputra è occupata principalmente dalle montagne più orientali dell’Himalaya, mentre a sud del grande fiume, si estendono colline ricoperte da foreste incontaminate abitate da gruppi tribali.

A questo bisogna aggiungere che queste aree sono considerate tra le più piovose al mondo, tutti fattori che rendono l’avifauna locale particolarmente varia ed attiva.

lunedì 2 gennaio 2017

Gli uccelli più rari da avvistare in India

L'avvoltoio calvo (sarcogyps calvus)
Dopo la panoramica sugli uccelli più comuni del subcontinente indiano, dedichiamo un post a quelli che sono invece gli uccelli più rari.
La rarità può dipendere da vari fattori, in parte naturali ed in parte causati dall’uomo.
Per alcune specie l’India è un areale di confine o di passaggio, che frequentano o attraversano solo sporadicamente, ma possono essere molto diffuse e comuni in altri paesi.
Alcune specie invece avrebbero in India il loro areale ideale ma, per vari motivi, vivono in condizioni disagiate e sono piuttosto rare.
Bisogna dire che culturalmente l’India continua ad avere un rispetto ed una tolleranza verso gli animali maggiore della media mondiale, ma a causa della sempre crescente popolazione e dello sviluppo che sta iniziando a conoscere il paese, sono sempre in aumento i casi di conflitto tra l’uomo e la natura.

Una situazione molto particolare è quello degli avvoltoi, il cui declino (http://informazioniindiaenepal.blogspot.it/2016/09/il-declino-degli-avvoltoi-indiani.html) è stato causato dall’uomo inavvertitamente e da qualche anno si sta cercando di porvi rimedio con discreto successo.
La causa del drammatico crollo degli avvoltoi, che ha portato ben 4 specie delle 9 presenti in India sull’orlo dell’estinzione, è stato l’uso dell’antinfiammatorio diclofenac sul bestiame, alimento principale degli avvoltoi, per i quali però il diclofenac è mortalmente velenoso.
Ci sono voluti quasi 30 anni per capire che era questo il motivo del progressivo calo degli avvoltoi, ma per fortuna in poco tempo sono stati trovati altri medicinali che fossero innocui a questi grandi volatili saprofagi.
Purtroppo la ricrescita delle popolazioni è alquanto lenta, ma si stanno già vedendo dei piccoli miglioramenti e per lo meno sembra essere stato debellato il rischio dell’estinzione.
Bisogna anche notare che l’urbanizzazione dell’India sta riducendo gli habitat e le condizioni ideali per gli avvoltoi, quindi in ogni caso difficilmente le popolazioni potranno tornare ad essere numerose come prima della piaga diclofenac.

La gru siberiana (grus leucogeranus)
Un altro caso abbastanza particolare è quello della gru siberiana (grus leucogeranus), della quale alcuni esemplari erano soliti svernare in India, nel Keoladeo Ghana National Park (http://informazioniindiaenepal.blogspot.in/2016/02/bharatpur.html), ma l’ultimo è stato avvistato nell’ormai lontano 2002.
Le cause sono in parte naturali, dovute a ripetute annate di scarse pioggie, ed in parte causate dall’uomo, seppur non dagli indiani.
Questi grandi uccelli migratori infatti, scendendo dalla Russia, devono attraversare l’Himalaya, trovando passaggi a minor quote nel corridoio più orientale, tra remote e travagliate regioni di Afghanista e Pakistan, dove purtroppo non sono assolutamente tutelati e vengono invece cacciati per la carne.
Per questi motivi hanno quindi smesso di scendere in India e si dirigono in Iran.

Tra gli uccelli che più di tutti risentono dell’antropizzazione vi sono quelli terricoli, che hanno bisogno di grandi spazi incontaminati ed essendo spesso scarsi volatori, non sempre riescono a trovare habitat alternativi quando i loro luoghi abituali vengono minacciati.
La grande otarda indiana (ardeotis nigriceps) risente particolarmente della diminuzione di grandi spazi erbosi con bassi cespugli, ed al momento ne sono rimaste meno di 1.000 esemplari, principalmente in Rajasthan e Madhya Pradesh.

Anche il florican del Bengala (houbaropsis bengalensis) è un’otarda in pericolo critico, che vive lungo il Terai, la parte settentrionale della pianura gangetica al confine tra India e Nepal, e nelle aree nord-orientali del subcontinente, dove abita praterie di erba alta con sparse boscaglie.
Al giorno d’oggi la popolazione indo-nepalese conta circa 350 esemplari, un centinaio in Nepal il resto in India, ma sembra che il drastico declino si stia arrestando essendo molti residenti all’interno di aree protette.
Ne esiste anche una separata popolazione nel sud-est asiatico, leggermente più grande e stabile, nonostante in quelle regioni risenta anche della caccia, nel subcontinente indiano quasi assente.

Il corrione di Jerdon (rhinoptilus bitorquatus) venne scoperto nel 1848, ma praticamente non fu più avvistato fino al 1986, quando alcuni esemplari vennero individuati in Andhra Pradesh, nel sud dell’India.
Al momento il numero di corrioni di Jerdon, che abitano foreste di arbusti con ampi spazi brulli, è stimato tra i 50 ed i 250 esemplari, minacciati dalla continua distruzione del loro peculiare habitat, principalmente a causa di estrazioni minerarie e la costuzione di dighe.

La civetta di foresta (athene blewitti)
Un ultimo uccello raro indiano dalla particolare storia è la civetta di foresta (athene blewitti), scoperta e descritta nel 1873, ma sparita dal 1884, per essere riscoperta nel 1997.
Oltre all’esiguo numero di esemplari di questo piccolo e timido gufo di foresta, la sua temporanea sparizione fu causata da una truffa ornitologica perpetrata da Richard Meinertzhagen, un oscuro e controverso militare inglese, che si appropriò furtivamente di numerosi esemplari di uccelli indiani custoditi in musei e collezioni private, per poter poi vantarne la scoperta.
Riguardo alla civetta di foresta, affermò di averla scoperta in Gujarat, dove successivamente si concentrarono infruttuose ricerche, visto che in realtà si tratta di un raro abitante delle foreste del Maharashtra, ben lontane dal Gujarat.

Scoperta negli anni ’90 la natura truffaldina delle affermazioni del Meinertzhagen, gli studiosi vennero a conoscenza della vera zona di provenienza della civetta di foresta e nel 1997 la nota ornitologa americana Pamela Rasmussen fu in grado di individuare nuovamente alcuni dei circa 250 esemplari rimasti.

sabato 31 dicembre 2016

Gli uccelli più comuni nel nord dell'India, passeriformes, famiglie prunellidae e fringillidae

La passera scopaiola pettorossiccio (prunella strophiata)
Le ultime due famiglie della nostra panoramica sugli uccelli presenti in India sono quelle dei prunellidae e dei fringillidae, che comprendono rispettivamente 13 e 218 specie di piccole dimensioni con abitudini montane.

Famiglia Prunellidae
Gli appartenenti alla famiglia prunellidae fanno parte di un unico genere, prunella, di cui 7 specie si possono incontrare in India.
Purtroppo sono tutti uccelli che vivono ad elevate altitudini ed i cui areali sono spesso limitati a piccole e remote regioni, quindi non sono facilmente avvistabili.
La passera scopaiola bruna (prunella fulvescens)
Una zona dove se ne possono incontrare varie specie è il Ladakh, la regione orientale dello stato del Jammu and Kashmir, un altipiano desertico roccioso, habitat ideale di molti prunellidae dove trovano gli insetti, i semi e le bacche favoriti dalla loro dieta.
Pur di piccole dimensioni, tra i 15 ed i 17 centimetri, hanno corporatura robusta e piumaggio folto, con dorso ed ali simili a quelle dei passeri, di cui in qualche modo rappresentano la versione d’alta montagna.

I più diffusi sono la passera scopaiola pettorossiccio (prunella strophiata), che si distingue, come dal nome, per il petto castano ed il muso nero con sopracciglia e striscia sotto al becco bianche; e la passera scopaiola bruna (prunella fulvescens) che si distingue chiaramente dalla precedente per il ventre completamente bianco e per le minori striature sul marrone di dorso e ali.

Il ciuffolotto scarlatto (carpodacus erythrinus)
Famiglia Fringillidae
La famiglia fringillidae è decisamente più numerosa e variegata, con ben 45 specie che si possono incontrare in India e che in italiano vengono chiamate fringuelli e ciuffolotti.
Come i loro simili prunellidae, sono tutte specie di uccelli montani, che vivono lungo l’arco himalayano, spesso con areali abbastanza ristretti e frammentati.

Genere Carpodacus
Gli appartenenti al genere carpodacus vengono chiamati in inglese rosefinch, fringuelli rosa, per la caratteristica colorazione del piumaggio dei maschi, che presenta una base rosa o rosso chiaro, su ali e dorso marroni, simili a quelle dei passeri.
Il ciuffolotto bruno (carpodacus nipalensis)
Il più comune è sicuramente il ciuffolotto scarlatto (carpodacus erythrinus), l’unico appartenente alla famiglia dei fringillidae il cui areale non è limitato all’arco himalayano, ma in inverno è presente in quasi tutto il subcontinente, mentre in estate sale sulle montagne tra i 2.000 ed i 4.000 metri di altitudine.
Il colore del piumaggio è molto simile a quello di altre specie di ciuffolotti dello stesso genere e la presenza di 2 sottospecie con lievi differenze, rende il loro riconoscimento sul campo non proprio semplicissimo.

Tra i carpodacus strettamente montani, quello con l’areale più ampio e quindi più comune è probabilmente il ciuffolotto bruno (carpodacus nipalensis), che nella parte centro-orientale del Nepal è presente tutto l’anno con brevi migrazioni altimetriche stagionali, mentre sui monti di Uttarkhand, Himachal Pradesh e Jammu Kashmir è un visitatore estivo.
Rispetto al ciuffolotto scarlatto ed alla maggior parte delle altre specie simili, il ciuffolotto bruno ha un piumaggio decisamente più scuro, con il rosa quasi rosso ed il caratteristico petto marrone.

Femmina di ciuffolotto testarossa (pyrrhula erythrocephala)
Genere Pyrrhula
I ciuffolotti del genere pyrrhula hanno piumaggi meno variegati, ma abbastanza caratteristici e le 4 specie presenti in India sono molto facili da distinguere.
Purtroppo non sono molto comuni a causa degli areali limitati e frammentati, escluso il ciuffolotto testarossa (pyrrhula erythrocephala) abbastanza ben distribuito lungo l’arco himalayano dove è presente tutto l’anno soprattutto nelle foreste di alberi decidui, dove trovano i semi, le bacche e gli insetti favoriti della loro dieta.
Si tratta di un uccello robusto, di circa 17 centimetri, in cui il maschio ha un piumaggio arancione, escluso il dorso grigio, ali e coda neri, e sottocoda bianco; la femmina invece è quasi totalmente grigia, escluse le ali nere ed una tenue macchia gialla sul retro del collo.
Molto evidenti in entrambe le specie sono il corto becco ed il muso neri, e la grande striscia grigia sulle ali.

Il cardellino europeo (carduelis carduelis)
Genere Carduelis
All’interno della famiglia fringillidae e della sottofamiglia carduelinae, la tribù dei carduelini comprende una novantina di specie di uccelli la cui tassonomia, grazie ad analisi del DNA mitocondriale, è in continua evoluzione.
Seguendo la vecchia ma più semplice divisione, 7 specie di carduelis si possono incontrare in India, con almeno 2 presenti in areali abbastanza ampli e quindi facilmente avvistabili.
Il verdone pettogiallo (carduelis spinoides) è diffuso lungo quasi tutto l’arco himalayano, seppur ad elevate altitudini, in estate fin sopra i 4.000 metri, dove frequenta il limitare delle foreste, arbusti e giardini.
Il piumaggio tende al giallo, esluso il dorso scuro e le ali, comunque provviste di bande gialle; caratteristico è il pattern del muso con un lungo sopracciglio giallo su una base scura.

Il frosone dal collare (mycerobas affinis)
Il cardellino europeo (carduelis carduelis) è presente nella zona occidentale dell’Himalaya, ad altitudini tra i 2.000 ed i 4.200 metri, dove lo si può incontrare abbastanza facilmente tra il limitare delle foreste, i frutteti e le coltivazioni.
Il suo familiare aspetto, col caratteristico muso rosso fuoco, lo rendono un uccello molto facile da riconoscere.

Genere Mycerobas
Le 4 specie del genere mycerobas sono tutte presenti in India lungo l’arco himalayano e si tratta di uccelli molto robusti di circa 22 centimetri, dotati di becchi tozzi e corti, e di un piumaggio che nei maschi e essenzialmente nero e giallo.
In italiano vengono chiamati frosoni, mentre il nome comune inglese è grosbeak, proprio per il caratteristico ed evidente becco.
Abitanti di foreste di montagna con querce, rododendri, pini e cedri himalayani, 3 delle 4 specie sono considerate abbastanza comuni, mentre il frosone alimacchiate (mycerobas melanozanthos) è più raro, con un areale limitato a piccole zone molto frammentate.
Il frosone alibianche (mycerobas carnipes)
Il frosone dal collare (mycerobas affinis), il frosone alibianche (mycerobas carnipes) ed il frosone giallonero (mycerobas icterioides) si possono incontrare lungo quasi tutto l’arco himalayano e si possono distinguere chiaramente tra loro grazie alle caratteristiche riportate nei nomi.

A questi si può aggiungere il colore del vistoso becco: giallo-verde nel frosone dal collare, grigio nell’alibianche e giallo nel giallonero.

venerdì 30 dicembre 2016

Gli uccelli più comuni nel nord dell'India, passeriformes, famiglie ploceidae ed emberizidae

Il tessitore baya (ploceus philippinus)
Famiglia Ploceidae
I ploceidae sono una grande famiglia di uccelli di dimensioni medio-piccole, tra gli 11 ed i 24 centimetri di lunghezza, che abitano principalmente l’Africa sub-sahariana, ma alcune specie si trovano anche in Asia ed Australia.
Caratterizzati dal becco corto e tozzo, per sopperire alla loro dieta principalmente granivora, molte specie presentano anche un marcato dimorfismo sessuale, con i maschi che durante il periodo degli accoppiamenti assumono piumaggi spesso molto sgargianti.
Un’altra loro caratteristica, utile per indicarne la presenza, è l’abitudine di costruire nidi piuttosto complessi, talvolta molto grandi, che spesso vengono appesi in gran numero ai rami degli alberi; per questa loro capacità, in molte lingue i ploceidae vengono chiamati uccelli tessitori.
Gregari, spesso possono vivere in colonie anche molto numerose e talvolta nocive per le coltivazioni.
La quelea beccorosso dell’Africa sub-sahariana viene riconosciuta come l’uccello selvatico più numeroso al mondo, con stime che vanno da un minimo di 1.5 miliardi, fino ai 10 miliardi.

In India si possono incontrare 4 specie di ploceidae, tutte del genere ploceus, di cui 2 piuttosto diffuse e comuni.
Il tessitore baya, o di Baya (ploceus philippinus), è ben distribuito in tutto il subcontinente, escluse le montagne del nord e le aree più desertiche del Rajasthan.
Il tessitore del Bengala (ploceus benghalensis)
Al di fuori della stagione degli accoppiamenti, il maschio si presenta con testa, collo e petto marroni, più scuro sopra il capo, le ali ed il dorso marrone scuro striato di bianco, mentre in estate le testa si tinge di giallo ed il muso di nero.
La femmina ricorda invece il maschio durante il resto dell’anno, solo con tonalità più chiare, anche il becco è grigio chiaro invece che nero.

Il tessitore del Bengala (ploceus benghalensis) vive principalmente lungo tutta la parte settentrionale della pianura gangetica, dove è considerato endemico ed abbastanza comune.
Si distingue chiaramente dal tessitore baya, grazie al muso scuro con lunghe sopracciglia gialle, la gola anch’essa gialla ed il petto nero; la femmina è meno appariscente ma possiede caratteristiche simili.
Nel periodo degli accoppiamenti, il maschio può assumere due colorazioni, una più chiara ed una più scura.
Nella prima la parte superiore del capo sopra gli occhi diventa completamente gialla, bianca fino alla gola, mentre il petto è nero, in netto contrasto col ventre color crema; nella forma scura il muso diventa grigiastro.
In entrambe le forme, il becco, già normalmente chiaro, diventa quasi bianco.

Lo zigolo crstato (emberiza lathami)
Famiglia Emberizidae
Anche gli uccelli della famiglia emberizidae sono principalmente granivori, ma posseggono becchi più piccoli e molte specie hanno abitudini più montane.
Delle circa 170 specie presenti al mondo, poco meno di una ventina frequentano il subcontinente indiano, ma quasi tutte solo in inverno e in areali piuttosto ristretti.

Ciononostante, alcune specie sono abbastanza comuni, su tutte lo zigolo crestato (emberiza lathami) che si può incontrare durante tutto l’anno in Maharashtra, Madhya Pradesh e nel nord-est, mentre la popolazione lungo l’arco himalayano segue migrazioni altitudinali stagionali.
Uccello molto caratteristico ed inconfondibile, il maschio ha un piumaggio nero escluse le ali marroni, con una lunga cresta dietro alla testa.
La femmina invece ha un anonimo piumaggio marrone striato, molto simile a quello di molte specie della famiglia emberizidae, ma è l’unica ad avere la cresta sulla testa, meno marcata nel maschio ma pur sempre evidente.
Questo particolare rende però la femmina di zigolo crestato estremamente simile ad almeno 4 specie di allodole presenti nel subcontinente indiano, dalle quali si distingue per il becco più corto e tozzo.

Lo zigolo muciatto (emberiza cia)
Sulle montagne, probabilmente l’emberizidae più diffuso è lo zigolo muciatto (emberiza cia), presente in tutta l’area centro-occidentale dell’arco himalayano.
Seppur il piumaggio del corpo sia abbastanza anonimo e simile a quello degli altri suoi parenti, lo zigolo muciatto si distingue abbastanza facilmente per la testa grigia dotata di tre striscie nere: una sopra la fronte, una sugli occhi ed una sulla guancia a forma di V.
La femmina è leggermente più chiara, sembrando ancor più anonima, ma mantiente il caratteristico muso, quindi anche lei è facilmente riconoscibile.

Rispetto agli altri zigoli, il muciatto preferisce zone più rocciose, ma sempre ricche di cespugli, come il ginepro, e le foreste di pini, nonché i margini delle coltivazioni.

giovedì 29 dicembre 2016

Gli uccelli più comuni nel nord dell'India, passeriformes, famiglia passeridae

Il passero mattugio (passer montanus)
La famiglia dei passeridae comprende una cinquantina di specie di uccelli di piccole dimensioni, chiamati in italiano passeri, passere lagie e fringuelli alpini.
In India se ne possono incontrare una dozzina di specie, di 3 generi, alcune piuttosto comuni con areali molto vasti, in particolare quelli del genere passer, altri alquanto rari con areali limitati a remote regioni montane, quelli del genere montifringilla.

Genere Passer
Il passero comune (passer domesticus) è chiaramente uno degli uccelli più diffusi nel subcontinente, presente pressochè ovunque vi sia l’uomo.
Il passero cannella (passer rutilans)
Nelle regioni himalayane però, spesso condivide il suo areale con altre specie simili, come il diffuso passero mattugio (passer montanus), che si differenzia chiaramente da quello domestico, per la testa, priva di corona grigia, quindi totalmente castana, e per una piccola ma evidente macchia nera sulla guancia; anche le striature su dorso ed ali sono leggermente differenti, ma molto difficili da distinguere sul campo.
Particolare del passero mattugio rispetto agli altri passer è l’assenza di dimorfismo sessuale, con maschio e femmina che condividono l’identico piumaggio.

Il passero cannella (passer rutilans) è anche lui diffuso lungo tutto l’arco himalayano, sebbene sia leggermente più raro del mattugio.
La passera lagia golagialla (petonia xanthocollis)
Si riconosce abbastanza facilmente dall’altrimenti similissimo parente, grazie al colore castano della testa che scende anche sul collo e parzialmente sul dorso, mentre nel mattugio il collo è bianco.
Spesso lo si può incontrare in vicinanza di insediamenti umani di montagna, in sostituzione al passero domestico.

Genere Petronia
Il genere petronia non è molto ben definito ed alcune specie vengono ascritte anche ad altri generi, ma seguendo la tassonomia più semplice, si può affermare che nel subcontinente indiano siano presenti 3 specie di questi piccoli uccellli chiamati in italiano passere lagie.
In realtà una di queste specie, la passera lagia chiara (petronia brachydactyla), si può incontrare, solo molto raramente, in Baluchistan al confine tra il Pakistan e l’Iran, quindi non in India.
Delle due rimanenti, la passera lagia comune (petronia petronia) è presente solo in inverno nella zona nord-occidentale del Kashmir, rendendola quindi una specie piuttosto rara.

La passera lagia comune (petronia petronia)
La passera lagia golagialla (petronia xanthocollis) è invece molto ben distribuita su tutto il subcontinente ed è un uccello di 14 centimetri, dal piumaggio apparentemente anonimo, ma con caratteristiche distintive.
Il maschio in particolare ha il becco e gli occhi neri, che contrastano con il grigio del dorso ed il bianco scemante in crema del ventre.
Le ali hanno un pattern marrone striato simile a quello dei passeri, ma più semplice e con una caratteristica macchia marrone sulla spalla, da cui il nome inglese petronia dalle spalle castane.
Altra caratteristica, osservabile però solo nei maschi maturi, è una macchia gialla sulla gola, da cui il nome italiano.
La femmina invece ha becco ed occhi chiari ed è sprovvista sia della macchia gialla sulla gola che di quella castana sulle spalle, quindi risulta un uccellino abbastanza anonimo.
Il fringuello alpino di Blanford (montifringilla blanfordii)
Essendo comunque la passera lagia golagialla l’unica diffusa nel subcontinente indiano, il suo riconoscimento dovrebbe essere piuttosto semplice, tenendo presente che è piuttosto comune nelle foreste e le macchie vicino a coltivazioni e villaggi.

Genere Montifringilla
Come il petronia, anche il genere montifringilla non è ben definito, ma si può ragionevolmente affermare che nel subcontinente indiano ne vivono 4 specie, chiamate in italiano fringuelli alpini.
Come deducibile dal nome, si tratta di uccelli che vivono ad alte quote, al di sopra della linea degli alberi e prima delle nevi perenni, quindi sulle montagne, gli altipiani e le praterie tra i circa 3.500 ed i 5.000 metri.
I loro areali sono quindi limitati a piccole aree himalayane al confine con il Tibet, ma due specie sono in realtà piuttosto diffuse in Ladakh, la zona orientale del Kashmir.

Il fringuello alpino alinere (montifringilla adamsi)
Il fringuello alpino di Blanford (montifringilla blanfordi) è un uccello di 15 centimetri, dal piumaggio grigio-bianco piuttosto anonimo, ma con due caratteristiche bande nere sopra gli occhi ed una sotto alla gola.
Abitante delle steppe tibetane tra i 4.200 ed i 5.000 metri, è piuttosto facile da avvistare, soprattutto d’inverno quando si avvicina ai villaggi.

Il fringuello alpino alinere,  o di Adams (montifringilla adamsi), frequenta le stesse aree di quello di Blanford, dal quale si può distinguere per essere leggermente più grande, 17 centimetri, per avere solo la banda nera sotto la gola senza le due sopra agli occhi, ed anche per il piumaggio delle ali, con due grandi macchie bianche ed i bordi neri striati di bianco.

mercoledì 28 dicembre 2016

Gli uccelli più comuni nel nord dell'India, famiglie didaeidae ed estrildidae

Il beccafiore beccochiaro (dicaeum erythrorhyncos)
Gli uccelli delle famiglie dicaeidae ed estrildidae sono accomunati dalle piccole dimensioni.
I primi si nutrono prevalentemente di nettare, bacche ed insetti, ed in italiano vengono chiamati beccafiore, mentre i secondi hanno una dieta prevalentemente granivora e sono caratterizzati da becchi corti e tozzi.

Famiglia Dicaeidae
Gli appartenenti alla famiglia dicaeidae non sono uccelli molto comuni da avvistare in India, nonostante alcuni abbiano areali piuttosto estesi.
Probabilmente il più diffuso è il beccafiore beccochiaro (dicaeum erythrorhynchos), un anonimo uccellino di 8 centimetri, col dorso marrone ed il ventre bianco, con unica caratteristica fisica evidente il becco rosato.
Il suo areale comprende quasi tutto il subcontinente escluse le aree occidentali ed è forse questa la differenza maggiore con il beccafiore disadorno (dicaeum concolor), che fisicamente è pressoché identico al beccochiaro ma con il becco scuro, ed il cui areale è ridotto al nord-est nell’India settentrionale, mentre a sud si trova all’interno della costa occidentale.

Il beccafiori igneo (dicaeum ignipectus)
Lungo l’arco himalayano il beccafiori più diffuso e meglio distribuito è il beccafiore pettoigneo (dicaeum ignipectus), un uccellino di appena 7 centimetri, il cui maschio è dotato di un gradevolissimo piumaggio blu nella parte superiore e crema in quella inferiore.
Caratteristica, da cui i nomi latino ed italiano, è la macchia rossa sul petto, seguita da una striscia blu in mezzo al ventre.

Famiglia Estrildidae
In India si possono incontrare 7 specie di uccelli della famiglia degli estrildidae, divisi in due generi, amandava e lonchura, seppur talvolta la lonchura malabarica venga ascritta al genere euodice.
Quasi tutte le specie sono piuttosto diffuse e comuni da osservare, purtroppo spesso anche all’interno di gabbie, essendo tra gli uccelli più graditi come animali domestici, grazie alle loro piccole dimensioni ed i particolari piumaggi.
Il bengalino verde (amandava formosa)
Bisogna anche notare che quelli che vengono venduti per le strade del subcontinente sono spesso colorati artificialmente.
Per fortuna, grazie al loro elevato numero, questo non incide sul loro stato di conservazione e l’unico decisamente raro è il bengalino verde (amandava formosa) la cui scarsità è dovuta alla diminuzione dell’habitat a lui favorevole.
Nonostante le piccole dimensioni ed i piumaggi apparentemente simili, gli estrildidae sono facili da riconoscere, anche grazie alle loro abitudini gregarie, muovendosi di solito in piccoli gruppi anche di specie diverse, permettendo utili confronti.

Il bengalino moscato, o comune (amandava amandava)
Genere Amandava
Del genere amandava fanno parte due specie di uccelli indiani, il già citato e raro bengalino verde ed il bengalino moscato, o comune (amandava amandava), un uccello di 10 centimetri, il cui maschio è dotato di un appariscente piumaggio rosso su quasi tutto il corpo, escluse le ali ed il sottocoda marroni; caratteristici sono anche i puntini bianchi presenti sulle ali e sul ventre.
La femmina è leggermente meno appariscente, ma dotata comunque di un piumaggio molto gradevole e distintivo: testa e dorso sono grigi, mentre il ventre è bianco-crema, ma l’occhio è rosso contornato di nero, le ali sono marroni con due striscie trasversali di puntini bianchi e la coda rossa con terminale nero.

Genere Lonchura
Il becco di piombo (lonchura malabarica)
Gli appartenenti al genere lonchura si distinguono per la mancanza di dimorfismo sessuale, ma su 5 specie ben 3 sono presenti con differenti sottospecie.
Il più diffuso è probabilmente il becco di piombo (lonchura malabarica), un uccello di 10 centimetri, dotato di un piumaggio abbastanza anonimo, marrone sul dorso, bianco sul ventre, con qualche striatura avvicinandosi alla coda, bordo delle ali nero, groppa bianca e coda nera.
Caratteristico è il tozzo becco grigio-piombo.
Il suo areale comprende tutto il subcontinente indiano, escluso l’arco himalayano ed il nord-est, dove abita macchie aperte e asciutte, coltivazioni e praterie, spesso vicino a centri urbani.
Areale e diffusione simili sono quelli del domino, o munia pettosquamato (lonchura punctulata), di colore marrone, castano sul viso, con piccole macchiette più chiare sul dorso ed il ventre a scaglie bianco-marroni.

Il domino o munia pettosquamato (lonchura punctulata)
Leggermente più raro è il passero striato, o munia groppabianca (lonchura striata), a causa di un areale piuttosto ridotto e frammentato.
Abbastanza diffuso al sud, nel nord abita il nord-est e la parte orientale dell’Himalaya, cui si aggiunge una popolazione stanziale nei pressi della capitale Delhi.

Le tre sottospecie presenti in India sono abbastanza simili e si distinguono per le tonalità di marrone su testa, dorso, ali e coda, mentre il ventre è bianco, grigiastro in una sottospecie, e tutte possiedono la distintiva groppa bianca.

martedì 27 dicembre 2016

Gli uccelli più comuni nel nord dell'India, famiglia nectariniidae

La nettarinia purpurea (nectarinia asiatica)
I nectariniidae sono una famiglia di uccelli di piccole dimensioni specializzati nel succhiare il nettare dei fiori, seppur la dieta di molti di loro comprenda anche insetti e talvolta frutta.
Tra le loro caratteristiche fisiche più evidenti, comuni a quasi tutte le specie, si segnalano il lungo e sottile becco ricurvo, ed il dimorfismo sessuale, con i maschi spesso dotati di piumaggi molto colorati.
In totale ne esistono 143 specie divise in 16 generi, che abitano il Vecchio Mondo, Europa, Africa ed Asia, e l’Oceania, mentre nelle Americhe sono sostituiti dai colibrì, ai quali assomigliano per convergenza evolutiva.
In India se ne possono incontrare una quindicina di specie, alcune delle quali particolarmente comuni ed avvistabili.

La nettarinia codaverde (aethopyga nipalensis)
Genere Nectarinia
Il nectariniidae più diffuso è sicuramente la nettarinia purpurea (nectarinia asiatica), un piccolo uccello di appena 10 centimetri, estremamente comune anche nei parchi ed i giardini delle città.
Il maschio, durante la stagione degli accoppiamenti, assume un vistoso colore blu scuro metalizzato, quasi nero sulle ali.
Dopo questo periodo, assume invece un piumaggio eclissato, cioè molto simile a quello della femmina, con testa e dorso grigiastri, il petto crema, con ali e coda bluastre; nel maschio si può notare una striscia blu che scende in mezzo al petto dal becco fino alle zampe.

Genere Aethopyga
Le nettarinia codaverde (aethopyga nipalensis) vive sull’Himalaya, fino a quasi i 3.000 metri di altitudine, dove la si può incontrare all’interno di fitte foreste, ma anche tra gli arbusti ed i giardini di paesi e villaggi.
La lunga coda verde è chiaramente distintiva, ma tutta la colorazione del piumaggio di questo uccello risulta particolarmente gradevole, con la testa blu metallizzato, il ventre giallo, con larga banda arancione sul petto, le ali rossoscuro ed il dorso con una lunga striscia rossa ed un gialla prima della parte terminale verde.

La nettarinia dorsogiallo (aethopyga siparaja)
La nettarinia dorsogiallo, o cremisi (aethopyga siparaja), abita anch’essa l’Himalalaya ed è un piccolo uccello il cui maschio è caratterizzato da un’evidente colorazione rossa della parte superiore del corpo, con unica eccezione una maschera nera su occhi e fronte, e da una macchia gialla sulla groppa, poco prima della coda blu.

Genere Arachnothera
Un genere molto particolare di nectariniidae è quello arachnothera, uccelli chiamati in italiano mangiaragni, per la loro dieta specializzata in aracnidi.
Rispetto agli altri loro parenti, hanno dimensioni maggiori, becco ancora più lungo ed un dimorfismo sessuale quasi assente.
In India se ne possono incontrare 2 specie, dall’areale ridotto ma relativamente comuni.

Il mangiaragni striato (arachnothera magna) abita le dense foreste e gli alberi di banano della parte più orientale dell’Himalaya e del nord-est dell’India.
Si tratta di un uccello molto distintivo, grazie al piumaggio della parte superiore, verde coperto di striature più scure, mentre su petto e ventre le striature sono su una base bianca.

Il mangiaragni striato (arachnothera magna(
Il mangiaragni minore (arachnothera longirostris) ha dimensioni decisamente inferiori al precedente, 14 centimetri contro 17, e si distingue per il piumaggio verde omogeneo su testa, dorso e coda, mentre muso, collo e petto sono grigio chiaro, ed il ventre giallo.
Il suo areale nel nord dell’India è ridotto al Sikkim ed alcuni stati del nord-est, ma si può incontrare anche nell’entroterra della costa sud-occidentale della penisola.
Come lo striato, anche il mangiaragni minore abita fitte foreste e gli alberi di banano.


lunedì 26 dicembre 2016

Gli uccelli più comuni nel nord dell'India, famiglie sittidae e cinclidae

Il picchio muratore panciacastana (sitta castanea)
Famiglia Sittidae
La famiglia sittidae comprende 28 specie di uccelli, raggruppati nel genere sitta, e chiamati in italiano picchi muratore o picchiotti.
Come i rampichini, anche i sittidae passano la maggior parte del tempo sui tronchi degli alberi in cerca di insetti, ma non usano la coda per bilanciarsi, bensì le robuste zampe.
Nonostante questo, al contrario dei picchi veri e propri, non sono zigodattili, ed hanno tre dita avanti ed una dietro; con i picchi condividono invece la forma a punta del becco.
In India se ne possono incontrare 7 specie di cui almeno un paio piuttosto comuni.
Il piumaggio spesso sembra simile, ma con piccole differenze e per il riconoscimento può essere utile anche il differente areale.

Il più comune è sicuramene il picchio muratore panciacastana (sitta castanea) con un areale abbastanza ampio che comprende gran parte della zona nord-orientale del subcontinente e parte delle aree nord-occidentali.
Il piumaggio è grigio su testa, dorso e ali, e con una lunga banda nera sugli occhi, come in quasi tutti i picchi muratore, ma il ventre è marrone, in due delle tre sottospecie castano, decisamente più scuro dei loro parenti sittidae; anche la macchia bianca sulla guancia è distintiva.

Il picchio uratore vellutato (sitta frontalis)
Il picchio muratore vellutato (sitta frontalis) ha un areale molto frammentato ma lo si può incontrare in quasi tutto il subcontinente, con popolazioni presenti sulle colline nord-occidentali, nella zona orientale dell’arco himalayano, nel nord-est, in Orissa, Madhya Pradesh, fino a tutta la costa sud-occidentale e Sri Lanka compreso.
Rispetto agli altri sittidae il picchio muratore vellutato è facilmente riconoscibile grazie al gradevole colore blu-violaceo di testa, dorso, ali e coda, con una banda nera sulle ali, e ad una macchia nera sulla fronte.
La banda nera sugli occhi comune ai picchi muratore è sostituita da una sottile sopracciglia nera ed il becco, invece che grigio-nero è corallino; anche l’occhio è caratteristico con pupilla chiara e grande iride nero.

Famiglia Cinclidae
I cinclidae sono una piccola famiglia di uccelli, che comprende 5 specie chiamate in italiano merlo acquaiolo.
Si tratta di uccelli paffuti, intorno ai 20 centimetri, con ali e coda molto corti e piumaggio sul marrone, che vivono nei pressi di fiumi e torrenti, dove hanno la caratteristica abitudine di tuffarsi per nuotare e camminare sul fondo, controcorrente, in cerca di larve di insetti.

Il merlo acquaiolo bruno (cinclus pallasii)
In India ne sono presenti 2 specie che vivono sui monti dell’Himalaya e si possono osservare tutto l’anno essendo residenti stanziali.
Il merlo acquaiolo bruno (cinclus pallasii) è il più diffuso ed è facile da riconoscere grazie ad un piumaggio marrone omogeneo su tutto il corpo, escluse le ali dove è leggermente più scuro.
Il suo areale comprende tutto l’arco himalayano, dal Pakistan fino agli stati del nord-est, dove vive nei pressi di fiumi, torrenti e rivoli, spesso con forte corrente.

Il merlo acquaiolo comune (cinclus cinclus)
Anche il merlo acquaiolo comune (cinclus cinclus) è distribuito lungo tutto l’Himalaya, ma il suo arele è piuttosto frammentato e vivendo a più elevate altitudini, dai 2.000 ai 4.800 metri, è leggermente meno comune.
Gli areali delle due specie possono sovrapporsi, ma si possono distinguere abbastanza facilmente grazie al differente piumaggio, con il merlo acquaiolo comune che presenta gola e petto di un vistoso bianco., mentre la testa è di un marrone più scuro e le ali sono grigiastre.

Nel subcontinente indiano ne vivono ben 3 sottospecie, che differiscono per il bianco sul ventre, con il leuocagster nel quale arriva fino alle zampe, mentre nel cashmerinensis si ferma sotto al petto; nella sottospecie sordidus il bianco nella parte inferiore è assente, sostituito dal marrone scuro di tutto il piumaggio, rendendolo abbastanza simile al merlo acquaiolo bruno, dal quale comunque si distingue per la tonalità più scura e le ali grigie, oltre che per il fatto che il sordidus è piuttosto raro.