giovedì 22 dicembre 2016

Gli uccelli più comuni nel nord dell'India, famiglia turdidae

Il tordo golascura (turdus ruficollis)
Sebbene la tassonomia dei turdidae sia recentemente in continua evoluzione, al momento comprende circa 170 specie di uccelli, di medie dimensioni, con lunghezze variabili dai 12 ai 33 centimetri.
Il becco è di solito molto robusto, per sopperire alla loro dieta onnivora, con le zampe anche queste robuste e protette da placche cornee, a causa delle loro abitudine terricole.
Grazie alla dieta molto varia, vivono in differenti tipi di habitat, in particolare quelli misti, con boschetti, cespugli, radure e prati; molte specie sono dotate di ottima vocalizzazione.

In India se ne possono incontrare circa una trentina di specie, ma hanno quasi tutte areali molto limitati e sparsi, principalmente lungo l’arco himalayano e nel nord-est, quindi non sono facilmente avvistabili.
La maggior parte delle specie appartengono ai generi turdus e zoothera, di cui fanno parte quegli uccelli chiamati in italiano tordi e merli.

Il tordo aligrigie (turdus boulboul)
Genere Turdus
Nel subcontinente indiano sono presenti circa 15-18 specie, in base ai differenti sistemi tassonomici, di uccelli appartenenti al genere turdus.
Almeno tre specie hanno un areale limitato all’Himalaya, ma almeno omogeneo lungo tutto l’arco montano e si possono quindi incontrare con una certa frequenza nell’India del nord.

L’areale maggiore, quindi anche la diffusione, è quello del tordo golascura (turdus ruficollis) che in inverno è presente dal Pakistan (dove scende anche lungo il fiume Indo), fino al confine con la Birmania, e lo si può osservare ai limiti delle foreste, tra gli arbusti e nei pressi di coltivazioni.
Si tratta di un uccello di circa 25 centimetri, dal piumaggio piuttosto anonimo, grigio su testa e dorso e bianco leggermente striato sul ventre, con le striature marroni più marcate su gola e petto, sfumando nel marrone chiaro scendendo verso la coda.
Le due sottospecie del subcontinente indiano si distinguono per la colorazione della gola durante il periodo degli accoppiamenti, in una si tinge di nero, nell’altra di arancione, ma in inverno, quando scendono in India, hanno il loro meno appariscente piumaggio standard.

Il tordo collobianco (turdus albocinctus)
Gli altri due tordi, residenti permanenti e distribuiti in maniera omogenea lungo tutto l’arco himalayano, sono il merlo aligrigie (turdus boulboul) ed il merlo collobianco (turdus albocinctus), estremamente simili, ma allo stesso tempo facili da distinguere.
Il merlo ali grigie è leggermente più comune, vivendo a minori altitudini (massimo 2.700 metri), tra foreste umide di alberi a foglia larga, e spesso, soprattutto d’inverno, nei pressi di villaggi.
È un uccello di 28 centimetri, dal becco arancione chiaro, il corpo nero e le ali grigie; gli occhi sono circondati da un sottile anello bianco.
Il merlo collobianco vive a maggiori altitudini, da un minimo di 900 metri fin sopra i 4.000, e si differenzia dall’aligrigie per essere completamente nero, comprese le ali, a parte un grande e vistoso collare bianco; anche il becco differisce leggermente essendo giallo.
Le femmine di entrambe le specie sono invece di un anonimo marrone, più scuro quello del collobianco, ma conservano entrambe le caratteristiche dei maschi, cioè le ali grigie ed il collare bianco.

Il tordo testarancio (zoothera citrina)
Genere Zoothera
Come i loro parenti turdus, anche gli appartenenti al genere zoothera sono uccelli che frequentano sparsamente l’arco himalayano ed il nord-est del subcontinente indiano e non sono molto comuni.
Parziale eccezione è il tordo testarancio (zoothera citrina) che è residente tutto l’anno in Bengala e nel centro-sud-ovest dell’India, in inverno si sposta sulla costa orientale e d’estate sale sull’Himalaya.
Con una lunghezza di 21 centimetri, il tordo testarancio possiede un caratteristico piumaggio arancione, non solo sulla testa, ma su quasi tutto il corpo, escludendo solo dorso ed ali che sono grigie.
Delle tre sottospecie, una possiede anche una macchiolina grigia dietro all’occhio ed una riga bianca sulle ali, un’altra invece ha il muso bianco solcato da due bande trasversali nere; nella femmina di quest’ultima sottospecie, il viso è crema e le bande, meno vistose, sono marroncine, come marrone è anche il colore delle ali, invece che grigo.

La grandala (grandala coelicolor)
Genere Grandala
Un ultimo turdidae indiano che merita una citazione è la grandala (grandala coelicolor), un uccello di 23 centimetri, il cui maschio è dotato di un caratteristico piumaggio blu scuro, escluse le lunghe ali nere; la femmina invece è marrone con striature bianche, mentre sulle ali presenta una-due macchiette bianche.
Purtroppo il suo range altimetrico è particolarmente elevato, da un minimo di 3.000 metri d’inverno fino a sopra i 5.000 d’estate, e la sua distribuzione frammentaria, quindi non è molto facile da incontrare.

In India è presente in Kashmir, Himachal Pradesh ed Uttarkhand nel nord-ovest, mentre nel nord-est si ferma al Sikkim.

mercoledì 21 dicembre 2016

Gli uccelli più comuni nel nord dell'India, famiglie locustellidae, acrocephalidae e cisticolidae

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La prinia cenerina (prinia socialis)
Continuando con i warbler, piccoli uccelli canori dal difficile riconoscimento, accenniamo brevemente alle restanti famiglie locustellidae, acrocephalidae e cisticolidae.

Famiglia Locustellidae
La famiglia dei locustellidae comprende una sessantina di specie di uccelli, di cui circa una dozzina si possono incontrare nel subcontinente indiano.
Come i simili appartenenti alle famiglie phylloscopidae e cettiidae, le specie di locustellidae presenti in India tendono ad avere areali ristretti, con piumaggi ed abitudini simili, rendendone piuttosto difficile l’individuazione e l’identifiazione.
L’unica parziale eccezione è l’erbarolo striato (megalurus palustris), chiamato anche forapaglie, che si riconosce facilmente dai suoi parenti locustellidae grazie alle vistose striature del dorso e le grandi dimensioni, essendo lungo 25 centimetri, mente gli altri si attestano tra i 13 ed i 16, massimo 20.

Famiglia Acrocephalidae
Come la famiglia locustellidae, anche l’acrocephalidae comprende una sessantina di specie di cui una dozzina vivono nel subcontinente indiano, che frequentano prevalentemente in inverno.
Rispetto alle altre famiglie di warbler, gli acrocephalidae vivono tra canneti (da cui il nome comune italiano cannaiole), praterie umide ed i cespugli nei pressi dell’acqua.
Il loro piumaggio è grigiastro-marroncino e sono particolarmente difficili da riconoscere tra di loro.
Nonostante questo, la cannaiola di Blyth (acrocephalus dumetorum) è piuttosto comune, in inverno, nella zona nord-orientale e nel sud della penisola, e nelle aree limitrofe lo si può incontrare di passaggio.
Il colore di questo uccello di 13 centimetri è un grigio piuttosto uniforme su testa dorso e coda, mentre gola, petto e ventre sono bianchi; anche le piccole sopracciglia sono bianche.

Famiglia Cisticolidae
La famiglia cisticolidae comprende circa 110 specie di uccelli che possono essere ascritti al gruppo dei warbler.
Si distinguono dai loro simili per il loro habitat, in aperta campagna e praterie, dove vivono tra cespugli ed arbusti, e per la loro forma più slanciata e con lunghe code.
Le dimensioni sono piuttosto ridotte, tra gli 11 ed i 17 centimetri, ed i piumaggi molto simili, che aggiunti ad uno stile di vita molto attivo, quasi frenetico, li rendono uccelli piuttosto difficili da classificare sul campo.
Alcuni però sono molto comuni e posseggono caratteristiche ababstanza distintive.

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Il beccamoschino (cisticola juncidis)
Genere Prinia
In particolare di riferiamo alla prinia cenerina (prinia socialis), un grazioso uccellino di 13 centimetri, col capo grigio scuro, che si estende anche un po’ sul dorso, con gola, petto e ventre che iniziano sul bianco per terminare sul marrone chiaro; la lunga coda è quasi sempre puntata verso l’alto.
Molto particolare è il rumore delle ali che sbattendo velocemente producono un marcato frullio, utile per individuarli, mentre si muovono furtivi tra i cespugli e l’erba alta, e riconoscerli.

Anche la prinia disadorna (prinia inornata) è diffusa su tutto il subcontinente, dove è piuttosto comune, anche presso coltivazioni e piantagioni.
L’anonimo colore marroncino del dorso, seppur contrastante con la parte inferiore bianca, lo rendono molto simili ad altre specie di prinia, dalle quali si distingue leggermente per le sopracciglia bianche abbastanza marcate e l’abitudine di sventolare continuamente la coda.

La prinia striata (prinia criniger) si può distinguere con una certa sicurezza dalle altre grazie ad almeno due fattori.
Prima di tutto per essere l’unica diffusa su tutto l’arco himalayano, e vivere quindi ad elevate altitudini, fino ai 2.300.
Anche la prinia di collina (prinia atrogularis) ha caratteristiche simili, ma il suo areale è limitato al nord-est e gli areali delle due specie si sovrappongono solo in poche zone.
Seconda caratteristica della prinia striata è il piumaggio, marcatamente striato della parte superiore del corpo, seppur durante il periodo degli accoppiamenti le striature spariscano ed assuma più anonimi ed omogenei marrone sul dorso e bianco sul ventre.
La prinia di collina al contrario, durante la stagione degli accoppiamenti è l’unica ad avere una grande macchia nera sulla gola, che in una delle due sottospecie scende fino al petto.

Genere Cisticola
Del genere cisticola in India sono presenti 2 specie, con il beccamoschino (cisticola juncidis) molto comune in praterie umide, canneti e coltivazioni.
Con appena 10 centimetri di lunghezza, un anonimo piumaggio marrone chiaro striato con marrone scuro ed un attivo stile di vita, il beccamoschino non è molto facile da riconoscere, seppur il suo corto ed acuto pigolio ed il volo con tipiche ondulazioni siano abbastanza caratteristici.

L'uccello sarto comune (orthotomus sutorius)
Genere Orthotomus
Nel subcontinente indiano si possono osservare 2 specie di orthotomus, che erano 3 fino a non molto tempo fa, quando al cuculatus venne ascritto il genere phyllergates e venne spostato nella famiglia dei cettidae.
In inglese vengono chiamati tailorbird per la loro abitudine di cucire le foglie con il lungo e sottile becco per costruirsi il nido.
L’uccello sarto colloscuro (orthotomus atrogularis), come il suo vecchio parente l’uccello sarto montano (phyllergates cuculatus) è poco comune ed abita solo alcune regioni del nord-est, dove entrambi vivono tra il sottobosco di dense foreste.

Al contrario, l’uccello sarto comune (orthotomus sutorius) è uno degli uccelli più diffusi in parchi e giardini, oltre che chiaramente cespugli e sottobosco ai limiti delle zone alberate.
Si tratta di un uccellino di appena 13 centimetri, compresa la lunga coda, dotato di un lungo e sottile becco arancione, una striscia castana sul capo ed il dorso di un gradevole verde-giallino, che sfuma nel marrone sulla punta delle ali; il ventre invece è bianco.

Mentre canta, soprattutto emettendo dei brevi e forti pigolii, si può notare qualche striatura nera sulle guance, che potrebbero confonderlo con il atrogularis, il maschio del quale però possiede una macchia sulla gola molto più evidente.

martedì 20 dicembre 2016

Gli uccelli più comuni nel nord dell'India, passeriformes, famiglie phylloscopidae e cettiidae

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Il luì piccolo (phylloscopus collybita)
Le famiglie phylloscopidae, cettiidae, locustellidae, acrocephalidae e cisticolidae comprendono numerosi passeriformi di piccole dimensioni, chiamati comunemente in inglese warbler, uccelli canori.
Il motivo è dato dal fatto che piumaggio ed abitudini di questi uccelli sono piuttosto anonimi e molto simili, e spesso il loro riconoscimento è affidato al canto, al contrario solitamente molto elaborato e distintivo.
Grazie a recenti studi filogenetici negli ultimi anni si sta facendo un po’ di chiarezza sulla tassonomia di questo vasto gruppo, seppur al momento la situazione non sia definitiva.
Per motivi di chiarezza, abbiamo seguito le classificazioni più semplici, spesso quelle più vecchie basate sull’aspetto estetico, piuttosto che sulle analisi genetiche.
Di seguito accenneremo alle famiglie phylloscopidae e cettiidae.

Famiglia Phylloscopidae
La famiglia dei phylloscopidae comprende attualmente 2 generi, il phylloscopus, con più di 60 specie, ed il seicercus, al quale sono ascritte 11 specie, chiamate comunemente in italiano luì.

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Il luì di Tickell (phylloscopus affinis)
Genere Phylloscopus
Gli appartenenti al genere phylloscopus sono uccelli di piccole dimensioni, che si cibano di insetti e ragni tra le foglie di alberi e cespugli.
Il piumaggio è generalmente marrone ed olivastro, con contrastanti macchie scure, gialle, castane e bianche, ed è sempre presente un più o meno marcato sopracciglio chiaro sopra ad una striscia scura sugli occhi.
Date quindi le dimensioni, lo stile di vita molto attivo ed il piumaggio molto simile tra tutte le specie, i luì sono tra gli uccelli più difficili da riconoscere, sebbene in India ne siano presenti più di venti specie, che si possono incontrare, in inverno, sparsi su tutto il subcontinente.

Il luì piccolo (phylloscopus collybita), il luì di Tickell (phylloscopus affinis), il luì verdastro (phylloscopus trochiloides), il luì di Hume (phylloscopus humei) ed il luì cinese (phylloscopus chloronotus) sono piuttosto diffusi ed hanno areali vasti ma definiti, che spesso possono essere d’aiuto per il riconoscimento.

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Il luì verdastro (phylloscopus trochiloides)
Genere Seicercus
I luì del genere seicercus sono leggermente più facili da riconoscere rispetto ai loro parenti phylloscopus, grazie ad un piumaggio più colorato, con dorso verde, ventre giallo e caratteristici pattern su testa e viso.
Il loro areale comprende l’arco himalayano ed il nord-est, con almeno un paio di specie molto diffuse ed avvistabili.

Il luì pigliamosche testagrigia (seicercus xanthoschistos) lo si può incontrare in foreste e frutteti dai piedi delle colline fino ai 2.300 metri di altitudine.
Come dal nome, la parte superiore della testa è grigia, seguita da una striscia nera, sopracciglio bianco ed un’altra striscia scura sugli occhi; il dorso, le ali e la coda sono verdi, il ventre giallo.
Recenti studi filogenetici hanno portato a spostare il luì pigliamosche testa grigia nel genere phylloscopus, sebbene il piumaggio sia più simile a quello dei seicercus, motivo per cui abbiamo seguito la vecchia tassonomia.

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Il luì di Hume (phylloscopus humei)
Il luì occhidorati (seicercus burkii) è anche lui ben distribuito lungo tutto l’arco himalayano, dove abita il sottobosco e gli arbusti, dai piedi delle colline in inverno, fino a quai i 4.000 metri d’estate.
Di dimensioni uguali al luì pigliamosche testagrigia, 10 centimetri, e dal piumaggio del corpo pressoché identico, il luì occhidorati si distingue per il semplice pattern della testa, verde con un grande sopracciglio scuro dal becco fino alla parte posteriore del collo, e da un caratteristico anello giallo intorno agli occhi, piuttosto evidente anche da una certa distanza.

Famiglia Cettiidae
La tassonomia dei cettiidae è in continua evoluzione ed al momento comprende circa 35 specie, di cui una quindicina vivono nel subcontinente indiano.
Nessuna delle specie però è molto diffusa ed avendo areali circoscritti all’arco himalayano ed il nord-est, non si incontrano molto facilmente.
A questo bisogna aggiungere che alcuni generi, il cettia e l’horornis, comprendono uccelli dotati di anonimi piumaggi marroni e sono riconoscibili più che altro dai canti ed i richiami o dalle differenze, minime, delle sopracciglia.
Parziale eccezione sono i tre tesia, appartenenti due a al genere tesia ed uno al cettia, caratterizzati da abitudini terricole, nutrendosi preferibilmente a terra, piuttosto che tra i cespugli, e dotati di piumaggi piuttosto colorati.
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Il luì pigliamosche testagrigia (seicercus xanthoschistos)
Anche la forma del corpo è caratteristica, con ali corte, coda quasi assenti e robuste e lunghe zampe.
La tesia testacannella (cettia castaneocoronata) ha un areale che comprende quasi tutto l’arco himalayano, ed è caratterizzata dal castano della testa, che contrasta con il verde del dorso ed il giallo del ventre.

Come le altre due tesia, la panciagrigia e la panciardesia, la testacannella vive nel sottobosco, spesso umido e vicino a corsi d’acqua.

lunedì 19 dicembre 2016

Gli uccelli più comuni nel nord dell'India, passeriformes, famiglia musicapidae, IV parte

Terminando la panoramica sui muscicapidae, breve cenno ai generi: enicrurus, in italiano codaforcuta, saxicola, detti saltimpalo, e oenanthe, chiamati monachelle o sassicole.

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Il codaforcuta macchiato (enicurus ,aculatus)
Genere Enicurus
Il genere enicurus comprende 8 specie di uccelli, di cui ben 5 vivono lungo l’arco himalayano.
In realtà 3 specie hanno un areale molto frammentato e ridotto, in particolare al nord-est dell’India, ma si possono comunque incontrare abbastanza spesso nei pressi dei corsi d’acqua e dei laghi di colline e montagne.
Caratteristica comune di tutti gli enicurus sono il piumaggio bianco-nero e la lunga coda biforcuta, mentre i richiami sono spesso fischi e squittii emessi volando a pelo d’acqua in cerca di insetti e piccoli invertebrati.

Il più comune è il codaforcuta macchiato (enicurus maculatus) un elegante uccello con testa, petto, dorso ed ali neri, ma con una macchia sulla fronte, macchioline sul dorso, banda sulle ali e ventre bianchi.
La lunga coda è nera con quattro bande bianche, compresa la parte terminale.

Il codaforcuta dorsonero (enicurus immaculatus) ed il codaforcuta dorsoardesia (enicurus schistaceus) assomigliano molto al precedente, dal quale si distinguono per la macchia sulla fronte che raggiunge gli occhi, l’assenza di macchie sul dorso ed un ulteriore striscietta bianca sulle ali.
Tra di loro invece si distinguono facilmente per il colore del dorso da cui il nome.
Entrambi residenti del nord-est, il loro frammentato areale comprende anche le colline dello stato dell’Uttarkhand al confine con il Nepal, dove invece è diffuso soprattutto nelle zone centro-orientali.

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Il codaforcuta minre (enicurus scouleri)
Il codaforcuta minore (enicurus scouleri) è decisamente il più piccolo degli enicurus, arrivando ad appena 12 centimetri di lunghezza, anche a causa della coda molto corta, almeno rispetto ai suoi più appariscenti parenti.
Testa, petto e dorso sono neri, esclusa una macchia bianca sulla fronte, il ventre è bianco, mentre ali e parte terminale del dorso sono neri con piccole striscie bianche.
Il suo areale è molto ampio, lungo tutto l’Himalaya, dove lo si può incontrare ad altitudini tra i 900 ed i 3.300 metri, tra le rocce dei torrenti di montagna.

Genere Saxicola
Il genere saxicola comprende 15 specie di uccelli di cui 7 presenti nel subcontinente indiano.
Si tratta di passeriformi di piccole dimensioni, insettivori, che abitano macchie di boscaglia e praterie dotate di arbusti.

Il saltimpalo bianconero (saxicola caprata) è un uccellino di 13 centimetri, completamente nero, escluse una striscia sulle ali, la parte terminale del ventre ed il sottocoda che sono bianchi.
Distribuito su quasi tutto il subcontinente, dove abita cespugli ed arbusti nei pressi di coltivazioni e villaggi, si riconosce piuttosto facilmente.

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In primo piano, il saltimpalo bianconero (saxicola caprata)
Anche il saltimpalo africano (saxicola torquata) è presente su tutto il subcontinente, seppur solo d’inverno, e non è molto facile da riconoscere per la presenza di 2 sottospecie, per il cambiamento dei colori durante il periodo dell’accoppiamento ed il dimorfismo sessuale, presentandosi quindi con 6 piumaggi differenti.
Tuttavia, la distribuzione può essere indicativa, come il petto e il ventre bianco o rossiccio, e la macchia bianca sotto alla guancia che assumono i maschi durante l’accoppiamento.

Al contrario, il saltimpalo grigio (saxicola ferrea) ha un areale limitato all’arco himalayano, dove è piuttosto comune e facilmente riconoscibile dalle tonalità grigiastre del maschio, che possiede anche una caratteristica banda nera sugli occhi e lunghe sopracciglia bianche.
Anche la femmina, seppur anonimamente marrone sul dorso e bianca sul ventre, si può riconoscere grazie alle sopracciglia bianche.

Genere Oenanthe
Tra le 23 specie del genere oenanthe, in India se ne possono incontrare una decina, seppur siano uccelli poco comuni, presenti, quasi sempre solo in inverno, prevalentemente nella parte occidentale del subcontinente.

Il codineto indiano (oenanthe fusca)
La specie più diffusa è la monachella del deserto (oenanthe deserti) che in inverno si incontra piuttosto facilmente nelle aree aride e semidesertiche della parte occidentale della penisola indiana, mentre in estate sale in Kashmir per nidificare.
Dal piumaggio molto simile ad altri appartenenti al suo genere, la monachella del deserto si distingue per la parte superiore della testa ed il dorso marroncino-grigio chiaro, muso e gola neri, ventre bianco, mentre ali, parte terminale del dorso e coda sono neri.

Eccezione del genere oenanthe è la sassicola bruna, o codinero indiano (oenanthe fusca), che fino a non molto tempo fa faceva parte del genere cercomela.
Endemico dell’area centro-occidentale della penisola indiana, il codinero indiano, lungo circa 17 centimetri, è uno degli uccelli più diffusi nelle città, caratterizzato da una forma esile e piumaggio marrone scuro omogeneo, leggermente più chiaro sul ventre.
Oltre alla diffusione ed al distintivo piumaggio, si tratta di uno degli uccelli più audaci, vivendo a stretto contatto con l’uomo e non esitando ad entrare anche nella abitazioni, soprattutto alla mattina presto, in cerca di qualche piccolo insetto volante morto durante la notte.

La vocalizzazione comprende brevi composizioni, alcune imitazioni, ma soprattutto un leggero ma penetrante pigolio.

domenica 18 dicembre 2016

Gli uccelli più comuni nel nord dell'India, passeriformes, famiglia muscicapidae, III parte

Tra i più diffusi muscicapidae del subcontinente indiano figurano i generi: copsychus, detti shama o merlo gazza, e phoenicurus, chiamati in italiano codirosso.

Il merlo gazza orientale (copsychus fulicatus)
Genere Copsychus
Del genere copsychus fanno parte alcuni degli uccelli più comuni da avvistare in India, che ne ospita 4 specie.
Il merlo gazza orientale (copsychus saularis) è estremamente diffuso in tutta l’India, anche nei parchi ed i giardini delle città ed è l’uccello nazionale del Bangladesh.
Il maschio è nero su quasi tutto il corpo, esclusa una grande banda bianca sulle ali ed il basso ventre, anche questo bianco; la femmina, invece, nella parte superiore del corpo è grigia.

Il pettirosso indiano (copsychus fulicatus) è altrettanto comune e facilmente riconoscibile grazie al corpo nero, con una piccola striscia bianca sulle ali ed il ventre arancione.
La sottospecie cambaiensis ha la parte superiore della testa ed il dorso grigio scuri, mentre le femmine di entrambi i sessi sono di un anonimo marrone chiaro.

Il codirosso spazzacamino (phoenicurus ochruros)
Genere Phoenicurus
Gli uccelli del genere phoenicurus sono piuttosto diffusi quanto i precedenti del genere copsychus, sebbene la maggior parte abbiano abitudini più montane.
Il codirosso spazzacamino (phoenicurus ochruros) si può incontrare durante l’inverno in tutto il subcontinente, in campagne rocciose o poco alberate, spesso nei pressi di città, paesi e villaggi.
Di struttura e colori simili al pettirosso indiano, si distingue per la maggior distribuzione di arancione sul ventre e l’assenza della striscia bianca sulle ali, che sono più chiare.
Anche il codirosso spazzacamino è diviso in due sottospecie di cui una dal dorso grigio, ma ben più marcato di quello del pettirosso indiano.

Il codirosso capoazzurro (phoenicurus coeruleocephalus) vive tra le colline e le montagne dell’area nord-occidentale dell’India, negli stati Uttarkhand ed Himachal Pradesh, dove si può incontrare tra colline rocciose, ginepri e foreste di pini, ma anche parchi e giardini, ad altitudini tra i 1.000 ed i 3.600 metri.
Nonostante sia chiamato codirosso, in realtà il capoazzurro si distingue per il piumaggio bianco-nero del maschio, con la testa grigio-blu.
La femmina, marrone nella parte superiore e grigio chiaro in quella inferiore, ha invece una zona rossiccia nei pressi della coda.

Il codirosso fronteblu (phoenicurus frontalis) è distribuito lungo tutto l’arco himalayano, dove si sposta da nord a sud in estate ed inverno, abitando colline e montagne tra i 1.500 ed i 4.500 metri di altitudine, dove vive nella boscaglia alpina, in foreste aperte, ma anche nelle aree abitate di paesi e villaggi.
Struttura e forma sono molto simili agli altri appartenenti al genere phoenicurus, dai quali si distingue però chiaramente grazie al colore blu di testa e dorso, con il ventre arancione.

Il codirosso acquaiolo capobianco (phoenicurus leucocephalus)
Il codirosso acquaiolo capobianco (phoenicurus leucocephalus) è un elegante uccello di 19 centimetri, con testa, petto ed ali nere, ventre, dorso e coda arancione, con la punta di quest’ultima nera, ed una caratteristica macchia bianca sul capo.
Come dal nome, vive tra le rocce di torrenti e fiumi di montagna, anche ad elevate altitudini, arrivando in estate sopra i 5.000 metri.
Caratteristica peculiare rispetto agli altri codirosso, e che lo rendono più facile da riconoscere, è l’assenza di dimorfismo sessuale, con la femmina che invece di esibire un anonimo piumaggio marroncino, possiede gli stessi colori del maschio.

Nonostante il piumaggio distintivo, il codirosso acquaiolo capobianco può essere confuso con il codirosso dorsorossiccio (phoenicurus erythrogaster), la cui macchia bianca sulla testa è leggermente più grande, scendendo fino agli occhi e dietro al collo, ed è dotato di un’altra vistosa macchia bianca sulle ali; anche la coda è priva del terminale nero.
Il codirosso dorsorossiccio è anche leggermente meno comune, avendo un areale minore ed abitando zone remote, seppur il range altimetrico delle due specie sia molto simile.

Il codirosso acquaiolo piombato (phoenicurus fuliginosus)
Il codirosso acquaiolo piombato (phoenicurus fuliginosus) è un grazioso uccellino piuttosto tozzo, lungo appena 12 centimetri, che vive tra le rocce di fiumi e torrenti di montagna lungo tutto l’arco himalayano.

Il colore blu scuro del maschio, grigio nella femmina, è leggermente più scuro sulle ali, facendolo apparire nero da una certa distanza, mentre da vicino è possibile anche osservare sottocoda e coda rossicci; altra caratteristica del codirosso acquaiolo piombato è il leggero sventolio della coda.

sabato 17 dicembre 2016

Gli uccelli più comuni nel nord dell'India, passeriformes, famiglia muscicapidae, II parte

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Il pettoazzurro (luscinia svescica)
Continuando la panoramica sugli uccelli appartenenti alla famiglia dei muscicapidae, breve cenno ai generi: niltava, cyornis, eumiyas, luscinia e tarsiger.

Generi Niltava e Cyornis
I due generi di muscicapidae chiamati niltava e cyornis comprendono pigliamosche in cui il maschio è spesso dotato di un piumaggio blu su testa e dorso, ed arancione sul petto.
Queste specie sono diffuse essenzialmente lungo l’arco himalayano, con unica eccezione il pigliamosche blu di Tickell (cyornis tickelliae) il cui areale comprende gran parte del subcontinente, escluse le aree occidentali, settentrionali ed il nord-est.
Rispetto agli altri pigliamosche dal piumaggio simile, il pigliamosche blu di Tickell ha la parte inferiore del ventre bianca e soprattutto la femmina è abbastanza riconoscibile poiché, invece di un anonimo marroncino, ha il dorso di un piacevole blu pastello.

Genere Eumyias
Delle 6 specie di pigliamosche appartenenti al genere eumyias, 2 abitano la penisola indiana, con il pigliamosche azzurrino (eumyias thalassinus) abbastanza diffuso e piuttosto facile da riconoscere.
L’areale del pigiamosche azzurrino comprende l’arco himalayano d’estate, mentre d’inverno si stabilisce in Bengala e la zona più meridionale della costa occidentale, risultando quindi di passaggio su tutto il subcontinente.
Il colore azzurrino del maschio, grigio nella femmina, è abbastanza caratteristico e mette in evidenza la maschera nera sugli occhi e le striature nere sui bordi e la parte terminale delle ali.
L’unico altro muscicapidae dotato di un piumaggio simile è il pigliamosche blu chiaro (cyornis unicolor), che però ha il ventre bianco, vive solo in poche aree dell’Himalaya e del nord-est ed è piuttosto raro.

Genere Luscinia
Il genere luscinia, dopo recenti studi filogenetici, è stato diviso in più generi, ma la classificazione è ancora incerta e quella vecchia accettata, che noi seguiamo per motivi di praticità.
In questo modo sono 7 le specie di luscinia presenti in India, seppur solo una sia diffusa su tutto il subcontinente e sia facilmente avvistabile.
Si tratta del pettoazzurro (luscinia svecica), un uccello piuttosto tozzo di 15 centimetri, dotato di un anonimo piumaggio marrone chiaro su gran parte del corpo, ma piuttosto caratteristico su gola e petto, oltre ad un lungo sopracciglio bianco.
Sotto al becco, il pettoazzurro possiede una grande macchia azzurra, all’interno della quale è presente una macchia più piccola, bianca o castana in base alle due sottospecie.
Nella parte inferiore la macchia blu è bordata di nero, quindi di castano, prima di passare al bianco-grigio chiaro del ventre.
Si riproduce in estate tra i 2.600 ed i 3.600 metri di altitudine, mentre in inverno scende fino alle pianure, dove abita cespugli, canneti ed erba alta nei pressi dell’acqua.

Genere Tarsiger
Gli uccelli del genere tarsiger, vengono chiamati comunemente pettirosso, sebbene il pettirosso comune (erithacus rubecola) faccia parte di un altro genere ed in India sia assente.
Delle 6 specie di tarsiger, 4 si possono incontrare nel subcontinente, lungo gran parte dell’arco himalayano, con il codazzurro (tarsiger cyanurus) piuttosto comune nel sottobosco, tra i 1.000 ed i 4.000 metri di altitudine.

Dal piumaggio blu pastello su testa, dorso e coda, il maschio del codazzurro possiede un caratteristico sopracciglio chiaro, gola e ventre bianchi, ed una macchia arancione sui fianchi.

venerdì 16 dicembre 2016

Gli uccelli più comuni nel nord dell'India, passeriformes, famiglia muscicapidae, I parte

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Il codirossone capoblu (monticola cinclorhynchus)
La famiglia dei muscicapidae comprende numerose specie di uccelli, più di 300, di piccole dimensioni, insettivori, chiamati pigliamosche del Vecchio Mondo.
Nel nord dell’India ne sono presenti varie specie di cui molte piuttosto diffuse e facili da riconoscere, altre decisamente più rare e di problematica identificazione.
Di natura arborea, il loro habitat comprende ogni area alberata, da fitte foreste a rade boscaglie.
Qui di seguito accenneremo agli appartenenti ai generi: monticola, myophonus, brachypteryx, muscicapa e ficedula.

Genere Monticola
Del genere monticola sono presenti in India 4 specie, di cui 2 abbastanza comuni.
Il codirossone capoblu (monticola cinclorhynchus), d’inverno abita la costa occidentale della penisola indiana, mentre d’estate sale sulle montagne dell’arco himalayano.
Il maschio ha la testa è azzurra con una caratteristica banda nera sugli occhi, il ventre arancione, il dorso e le ali marroni, con una macchia azzurra sulla spalla ed una bianca sulle ali.
Il passero solitario (monticola solitarius)
Le femmina è marrone uniforme su testa e dorso, mentre dal becco in giù è bianca con macchie a squame marroni.

In inverno, piuttosto diffuso è il passero solitario (monticola solitarius), il cui maschio è dotato di un piumaggio azzurro con squame bianche ed ali grigiastre.
Durante il periodo degli accoppiamenti le squame spariscono, l’azzurro diventa più scuro, come anche le ali.
La femmina, in maniera simile al codirossone capoblu, ha invece dorso marrone ed il ventre squamato.

Genere Myophonus
Il tordo fischiatore blu (myophonus caeruleus) è un uccello di circa 33 centimetri, molto diffuso lungo tutto l’arco hymalaiano, dove abita le foreste collinari, spesso vicino a corsi d’acqua.
All’apparenza e da una certa distanza, il blu scuro con piccole macchie bianche può sembrare nero e quindi essere confuso per un piccolo corvidae, dai quali comunque si può distinguere grazie alla forma più slanciata.
Da vicino l’elegante colore blu diventa più evidente, come anche le piccole striature bianche, il becco giallo e la maschera nera sugli occhi.
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Il tordo fischiatore blu (myophonus caeruleus)
Oltre all’aspetto, anche il canto del tordo fischiatore blu è particolarmente melodioso e lo si può ascoltare soprattutto alla mattina presto ed al tramonto, momenti in cui si dedica alla caccia di insetti.

Genere Brachypteryx
Il genere brachypteryx è presente in India con 4 o 5 specie e si tratta di uccelli molto piccoli, 13-15 centimetri, che vivono nelle foreste himalayane, soprattutto nella zona centro-orientale.
Sono caratterizzati da un corpo tozzo, con coda ed ali molto corte, da cui il nome comune alacorta.
Dato l’areale ristretto, spesso in zone remote, sono uccelli piuttosto rari, a parte forse l’alacorta cigliabianche (brachypteryx montana), che abita sottoboschi umidi nei pressi di torrenti ed in foreste di querce e rododendro, il cui maschio è completamente blu scuro con il solo distintivo sopracciglio bianco.
La femmina, al contrario, ha un anonimo piumaggio marrone, più scuro sul dorso e più chiaro sul ventre.
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L'alacorta cigliabianche (brachypteryx montana)

Genere Muscicapa
Delle 5 specie del genere muscicapa che si possono incontrare nel subcontinente indiano, l’unica abbastanza diffusa è il pigliamosche fianchiscuri (muscicapa sibirica), un uccellino di 13 centimetri, di colore marrone sul dorso e bianco striato di marroncino sul ventre.
Il colore delle ali è sempre marrone ma leggermente più scuro, particolare che lo distingue leggermente dalle altre specie molto simili.
L’areale comunque è indicativo, essendo il pigliamosche fianchiscuri l’unico ad essere distribuito, durante l’estate, lungo tutto l’arco himalayano.

Genere Ficedula
Il genere di muscicapidae più presente in India, con una dozzina di specie, è il ficedula, del quale fanno parte numerosi piccoli pigliamosche abbastanza comuni e caratterizzati da piumaggi piuttosto vistosi e distintivi.
Il più diffuso è sicuramente il pigliamosche pettirosso (ficedula parva) dal dorso marrone, muso grigiastro, ventre bianco, coda nera e grande macchia arancione scuro su gola e petto.
La sua distribuzione, in inverno, comprende tutto il subcontinente, escluso l’arco himalayano, la parte più occidentale del Rajasthan e la punta meridionale della penisola.
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Il pigliamosche fianchiscuri (muscicapa sibirica)

Il pigliamosche bianconero (ficedula westermanni) è un uccello di appena 10 centimetri, il cui maschio è dotato di un caratteristico piumaggio da cui il nome: il dorso è nero escluse le grandi sopracciglia ed una macchia sulla coda entrambe bianche, il ventre invece è interamente bianco.
Le femmine differiscono in base alle due sottospecie, una grigiastra ed una marroncino.
Il suo areale comprende l’arco himalayano, in particolare la zona più orientale, con popolazioni che scendono fino allo stato del Bengala.

Il pigliamosche golarossa (ficedula strophiata) è diffuso su tutto l’Himalaya ed è facilmente riconoscibile grazie al piumaggio del viso, con una piccola riga bianca tra gli occhi, la parte inferiore scura ed una caratteristica banda arancione scuro sul collo.

Il pigliamosche bluardesia (ficedula tricolor) abita quasi tutto l’arco himayano, spostandosi dalle montagne alle colline in inverno ed estate.
Il maschio è dotato di un piumaggio blu su testa, dorso e coda, mentre il ventre è arancione nella sottospecie orientale e bianco in quella occidentale.
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Il pigliamosche bluardesia (ficedula tricolor)
Nonostante i colori possano quindi sembrare indicativi, tra i muscicapidae vi sono alcune altre specie cui il pigliamosche bluardesia somiglia molto e lo si può distinguere grazie alle dimensioni.

Il pigliamosche blu pigmeo (muscicapella hodgsoni) è praticamente identico ma è lungo appena 8 centimetri, contro i 10 del bluardesia, mentre gli appartenenti ai generi niltava e cyornis dal dorso blu e ventre arancione sono ben più grandi, dai 14 ai 18 centimetri.