![]() |
Il villaggio sherpa di Melamchigaon |
La
tappa però è piuttosto lunga e faticosa, visto che prima bisogna scendere fino
in fondo alla valle per circa 3-4 ore, quindi si attraversa il torrente
Melamchi Kola a 1.890 metri di altitudine e si risale ripidamente per altre 4-6
ore, motivo per cui si potrebbe prendere in seria considerazione una sosta nel
villaggio sherpa di Melamchigaon.
In
realtà la posizione ad appena un paio d’ore da Tharepati non permette di
accorciare di molto la tratta fino a Tarkeghyang, ma una tappa rilassante a
Melamchigaon dovrebbe garantire di essere in perfetts forma il giorno
successivo.
Considerando
quindi di fare questa sosta, si può partire da Tharepati con molta calma,
magari dopo aver fatto colazione osservando il panorama delle cime delle
montagne.
Solitamente,
per le tappe di trekking che superano le 5-6 ore, è consigliabile mettersi in
cammino di buon ora, per almeno due motivi.
Il
primo è una questione di sicurezza: prima si parte, più tempo si ha a
disposizione per risolvere eventuali imprevisti.
Il
secondo è di natura climatica, visto che alla mattina presto solitamente il
tempo è bello e tende a guastarsi col procedere della giornata.
Il
clima himalayano infatti, seppur molto variabile, segue un pattern abbastanza
preciso per quasi tutto l’anno, con lievi differenze nelle temperature e nelle
precipitazioni, comunque sempre abbondanti.
Alla
mattina presto, come detto, solitamente il cielo è limpido e rimane tale fino
ad almeno metà mattinata, quando possono iniziare a comparire le prime nuvole,
che presto o tardi nel pomeriggio faranno piovere; verso il tramonto spesso si
verificano delle schiarite, molto apprezzate dagli escursionisti che possono
quindi gustarsi un suggestivo panorama; di notte di solito il forte vento evita
la pioggia, ma non sono rari anche forti temporali, soprattutto durante la
stagione delle piogge.
Il
sentiero che porta da Tharepati a Melamchigaon è decisamente ripido, scendendo
di quasi 1.200 metri ad una quota di circa 2.530 di altitudine.
Il
fitto bosco oltretutto alla mattina presto è sempre molto umido ed il sentiero
scivoloso, quindi bisogna fare una minima attenzione.
Oltre
a questo ci si può dedicare all’osservazione naturalistica, dei grandi alberi,
dei colorati fiori e dei rumorosi uccelli.
Oltre
all’abbondanza di specie differenti, anche la ripidità del sentiero favorisce
l’osservazione ornitologica, visto che spesso ci si trova ad essere sopra alle
chiome degli alberi, da dove provengono la maggior parte dei versi e
cinguettii.
Prima
di giungere a Melamchigaon, il sentiero attraversa due piccoli corsi d’acqua:
il primo è poco più di un ruscello e lo si supera grazie ad un ponticello di
legno di pochi metri, ma spesso è anche possibile guadarlo saltando su alcuni
sassi.
Il
secondo corso d’acqua è invece un vero e proprio torrente di montagna
attraversato da un ponte di tiranti di metallo e la base di legno.
A
prima vista poco rassicurante, questo ponte è infatti decisamente storto,
oscilla parecchio e le ringhiere ai lati sono piuttosto basse; di positivo non
è molto lungo, circa 20-30 metri, e l’altezza sul fiume sottostante non
eccessiva, quindi si dovrebbe riuscire a superarlo senza particolari problemi
di vertigini.
![]() |
Il ponte che precede il villaggio |
Purtroppo
il terremoto del 2015 ha distrutto gran parte delle costruzioni, tra cui anche
il grande chorten (santuario) buddista che troneggiava presso l’entrata
meridionale del paese, ma i lavori sembrano procedere spediti, grazie al
recente completamento di una strada sterrata che collega il paese alla Valle di
Kathmandu, ed al fatto che Melamchigaon sia il centro abitato più importante
della zona, come testimoniato anche dalla presenza di una scuola che raccoglie
i bambini di una vasta area.
Una
volta trovata una stanza (di solito senza problemi visto che il business dei
lodge è da molti anni il più redditizio e sono molti gli abitanti che offrono
vitto ed alloggio), ci si può dedicare a qualche piacevole passeggiata
defaticante nella grande radura che ospita il villaggio.
Nella
zona nord, proprio al limitare del bosco, si possono notare numerose bandiere
della preghiera appese agli alberi che segnalano un piccolo luogo di culto
buddista, dove si trova una piccola grotta, costituita da due grandi massi, che
funge da stanza delle preghiere.
Al
tramonto ci si può recare nella piccola radura che precede il paese, dove si
trovano alcune immancabili coltivazioni di patate ma anche di alcuni giovani
alberi da frutto, e dedicarsi al birdwatching, sfruttando una felice posizione
al limitar del bosco.
Nessun commento:
Posta un commento