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Scorcio del paese di Tarkeghyang |
Il sentiero quindi scende ripido fino al fondo valle per circa 2-3 ore,
quindi attraversa il torrente Melamchi Khola ad un’altitudine di appena 1.890
metri e risale, sempre molto ripido, per circa 4-6 ore.
Come la tratta precedente da Tharepati a Melamchigaon, la lunga parte in
discesa può essere leggermente scivolosa e richiedere un minimo di attenzione,
ma a parte questo, visto il relativo sforzo fisico, ci si può dedicare anche ad
interessanti osservazioni naturalistiche.
Il ponte che attraversa il torrente Melamchi Khola è tutto in metallo,
compresa quindi anche la base sulla quale si cammina che nel precedente ponte
era di legno, ed all’apparenza sembra decisamente più resistente, seppur tenda
ad oscillare notevolmente anche procedendo a passo lento.
Oltre a questo, la lunghezza, circa una trentina di metri, e l’altezza
sul torrente sottostante, almeno 15-20 metri, potrebbero dare un sensazione,
non sempre gradita, di essere sospesi nel vuoto.
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Il ponte sul torrente Melamchi Khola |
Nella seconda parte si incontra qualche chorten e poco prima di arrivare
alla meta il sentiero rientra in un bel bosco, la cui notevole ripidità può
essere facilmente sopportata al pensiero di essere quasi arrivati.
Come Melamchigaon ed un po’ tutta la regione dell’Helambu, anche
Tarkeghyang è abitato prevalentemente dall’etnia yolmo, che per semplicità
viene spesso considerata un sottogruppo sherpa, al quale somiglia molto per
costumi e tradizioni, ma dalla quale differisce principalmente per la posizione
geografica e la lingua, simile ma non completamente intellegibile con quella
sherpa.
Al contrario di Melamchigaon però, Tarkeghyang, pur trovandosi anch’esso
in una radura del bosco, non è formato da case sparse tra i campi, ma sono
attaccate le une alle altre, creando un piccolo dedalo di stretti vicoli.
Purtroppo questa disposizione non è servita a contrastare il terremoto
del 2015 che ha distrutto gran parte del paese, come testimoniato dai numerosi
cumuli di pietre ancora presenti in giro.
Al momento le uniche costruzioni restaurate sono i due chorten bianchi
nella zona bassa ed il lodge situato lì nei pressi che è già operativo.
Alcuni abitanti, per facilitare i lavori di ricostruzione, si sono temporaneamente
traferiti in alcune casette di lamiera situate in un’altra piccola radura poco
lontano, che già da prima del terremoto ospitava un lodge, che si è in parte
salvato, ed alcune abitazioni.
Anche la presenza di una strada sterrata che collega il paese con i
centri abitati della valle, dovrebbe essere d’aiuto per velocizzare i lavori e
si può ragionevolmente sperare che con l’inizio della prossima stagione di
trekking, a Ottobre e Novembre, Tarkeghyang potrebbe avere un aspetto
decisamente migliore.
Altra nota positiva, il paese è raggiunto dalla corrente elettrica,
presente quasi tutto il giorno, ma bisogna dire che in generale negli ultimi
anni l’approvvigionamento dell’elettricità è migliorato parecchio lungo tutto
il percorso.
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