
Costruita tra il 2003 ed il 2010, ed inaugurata nel 2011, in cemento,
acciaio, zinco e rame, è alta ben 44 metri, che la rendono la statua di una
divinità induista più alta al mondo ed attualmente (Giugno 2017) la 40esima in
assoluto.
Considerando le notoriamente disastrose finanze del paese, è lecito
chiedersi se il Nepal avesse bisogno di un monumento del genere: se le divinità
esistono ed hanno davvero a cuore la sorte di noi comuni mortali, forse anche
Shiva avrebbe preferito che quelle risorse venissero spese per opere di
maggiore utilità pubblica.
Nonostante questo, il sito è gradevole, curato e si inserisce abbastanza
bene nel contesto delle verdeggianti colline che lo ospitano.
Le vie d’accesso sono due: una lungo un ampio sentiero in terra battuta,
che sale dal fondo valle e giunge, frontalmente, ai piedi della statua.
Il secondo accesso, usato prevalentemente dai visitatori dotati di un
proprio mezzo, segue una deviazione dalla strada principale salendo attraverso
un piccolo borgo, per terminare in un minuscolo posteggio da dove parte un
sentiero lastricato che in poche decine di metri porta, da dietro, ai piedi
della statua.
L’area è composta da uno spiazzo circolare, al centro del quale è
situato il piedistallo sul quale poggia la statua, ed una breve ma ampia scalinata
a due ali, molto apprezzata per fotografie panoramiche e selfie.
Tra lo spiazzo e la scalinata sono presenti due pilastri sopra i quali
sono collocate altre due piccole sculture: una rappresenta la moglie di Shiva,
Parvati, insieme ai due figli, Ganesh e Karthik, mentre l’altra statua è
dedicata a Nandi, il toro veicolo di Shiva.
Nell’area sono presenti due piccoli negozi: uno di souvenir, snack e
bevande, l’altro solo di snack e bevande.
Kailashnath Mahadev è la rappresentazione di Shiva (Mahadev, Grande Dio,
è uno dei suoi più comuni appellativi) come Signore (nath) del Kailash, una montagna
sacra, situata nel Tibet sud-occidentale, considerata il luogo preferito da
Shiva.
In questa forma il dio viene raffigurato come un asceta, vestito con un
telo attorno ai fianchi, i sandali di legno, una collana di semi di rudraksha (provenienti
dalla pianta himalayana elaeocarpus granitum e sacri a Shiva), un grande cobra
intorno al collo e due più piccoli attorno alle braccia, e con il braccio
sinistro appoggiato ad un lungo tridente che scende fino a terra.
Se le proporzioni generali della statua ed i dettagli sono ben riusciti,
purtroppo lo stesso non si può dire dell’espressione del viso del dio, con gli
occhi che sembrano avere delle pesanti borse, mentre guance e labbra appaiono
eccessivamente paffute.
Essendo rivestita di rame, il colore è un gradevole marrone tendente al rosso.
Dal punto di vista ingegneristico possiamo ragionevolmente affermare che
siano stati seguiti criteri da garantire alla statua di Kailashnath Mahadev una
lunga esistenza, portando a riprova l’aver resistito senza problemi alle
numerose e potenti scosse del terremoto del 2015.
Pare che a fronte di un’altezza di 44 metri, le fondamenta siano
profonde circa 30, e che siano stati fatti anche lavori proprio per
stabilizzare il terreno della collina su cui sorge; probabilmente anche a
questo è legata la conservazione dell’originale copertura forestale.
Nessun commento:
Posta un commento