lunedì 1 maggio 2017

Gli eroi nazionali del Nepal, I parte

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Lumbini: la pietra che marca il punto in cui nacque il Buddha
Nel 1955, il re nepalese Mahendra Bir Shah, per promuovere l’orgoglio nazionale tra gli abitanti del Regno del Nepal, creò una commissione, con a capo il noto scrittore Balkrishna Sama, che stilasse una lista di personaggi storici che hanno avuto una particolare importanza per lo sviluppo del paese.
Questa lista, come la commissione, viene continuamente aggiornata ma ad oggi comprende solo 16 individui.
Oltre ai meriti, l’unico requisito richiesto è che il candidato sia deceduto essendo un onore insignito postumo.

La lista comprende personaggi di importanza politica, religiosa, artistica e sociale, permettendo ad una panoramica di queste illustre personalità di toccare vari argomenti sul Nepal.
Avendo lo scopo di creare un’unità nazionale, sono rappresentati personaggi di varie etnie, caste e dinastie, in modo da avere un valore universalmente accettato dai nepalesi.
In ordine cronologico dai più antichi: re Janaka, sua figlia Sita, il Buddha, Amshuverma, Sankhadhar Sakhwa, Araniko, re Ram Shah, re Prithvi Narayan Shah, Bhimsen Thapa, Amar Singh Thapa, Balbhadra Kunwar, Mahaguru Falgunanda, re Tribhuvan Bir Bikram Shah, Pasang Lamu Sherpa, Moti Ram Bhatta e Bhanubhakta Acharya.
In questo post accenneremo ai primi cinque membri.

I due più antichi personaggi eletti eroi del Nepal fanno parte più della mitologia induista che della storia, in quanto re Janaka e sua figlia Sita sono noti principalmente per le vicende legate al poema epico Ramayana, dove Sita diventa moglie del dio Rama, settima incarnazione di Vishnu.
Se Sita appartiene quindi sicuramente alla mitologia, la figura di re Janaka viene fatta risalire ad un sovrano del Regno Mithila, chiamato anche Videha, che regnò durante il VII secolo a.C., con capitale nei pressi dell’attuale città nepalese di Janakpur (per ulteriori dettagli http://informazioniindiaenepal.blogspot.it/2017/04/la-citta-di-janakpur.html).
Seppur quindi le notizie su questi due personaggi siano poco attendibili, certa è la loro importanza nella storia culturale e religiosa indù del Nepal.

Proseguendo in ordine cronologico, il terzo eroe del Nepal non poteva che essere il principe Siddhartha Gautama, più noto come il Buddha.
Egli nacque infatti nel villaggio di Lumbini, situato oggigiorno in Nepal presso il confine indiano ed i nepalesi da molti anni stanno cercando di rimarcare questo fatto, per poter vantare l’origine dei suoi insegnamenti, e seppur sia geograficamente vero, dal punto di vista storico-culturale si tratta di un personaggio tipicamente indiano.
Forse, invece di inserire la sua figura nella lista degli eroi nazionali, la classe politica nepalese farebbe meglio a cercare di investire in infrastrutture per promuovere efficacemente Lumbini come centro di pellegrinaggio, considerando anche che si tratta dell’unico retaggio direttamente legato al Buddha di tutto il Nepal, visto che gli altri luoghi sacri buddisti si trovano in India (http://informazioniindiaenepal.blogspot.it/search/label/Luoghi%20sacri%20buddisti).

Amshuverma è stato, dal 595 al 621, primo ministro del Regno Licchavi, che governò s buona parte del Nepal dal IV al XIII secolo.
Data l’antichità, le notizie attendibili su Amshuverma non sono moltissime, ma è noto per essere stato un sovrano giusto e dotato di numerose qualità, come riportato anche da alcuni viaggiatori cinesi che visitarono il Nepal in quel periodo o poco dopo, come il monaco buddista Xuanzang, che viaggiò a lungo nel subcontinente indiano durante la prima metà del VII secolo.
Probabilmente era induista shivaita ma è noto anche per la tolleranza religiosa e pare che proprio durante il suo regno iniziò la diffusione del buddismo in Tibet.
Tra le poche notizie certe, pare che Amshuverma fece costruire il famoso Kailashkut Bhawan, un grande e pregevole palazzo di ben 7 piani, considerato a lungo una delle migliori opere architettoniche a sud dell’Himalaya.
Purtroppo al giorno d’oggi non esiste più ma sono presenti parecchi cenni nella letteratura di quel periodo.

Sankhadhar Sakhwa (IX secolo) è una figura storico-folkloristica della Valle di Kathmandu, dove nacque e visse per tutta la sua vita.
Secondo le informazioni contenute in due antichi trattati storici nepalesi, Sankhadhar Sakhwa era un commerciante di bassa casta che fu in grado di accumulare una fortuna, setacciando la sabbia di un piccolo fiume in cerca di oro, che decise di spendere per pagare i debiti di tutti gli abitanti della valle.
Secondo il folklore locale, l’improvvisa ricchezza di Sakhwa deriva da un curioso episodio: vivendo presso il fiume Bagmati, un giorno vide una coppia con due grandi sacchi di sabbia da portare a Bhaktapur.
Immaginando che fosse una sabbia speciale per essere trasportata così lontano, decise di acquistarla (o forse se ne appropriò con un sotterfugio) e mise i due sacchi nel suo magazzino, scoprendo la mattina successiva che la sabbia era stata trasformata in oro.

L’episodio, avvenuto il 20 Ottobre 879, venne celebrato come l’inizio di una nuova era chiamata Nepal Sambat, che utilizzava un calendario lunare usato fino ai primi anni del XX secolo e che ancora oggi determina ufficialmente le date in cui celebrare le feste religiose ed altre cerimonie tipiche nepalesi

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