
Un giorno Brahma e Vishnu stavano litigando su chi dei due
avesse la supremazia sul creato, quando all’improvviso emerse dal terreno un
potente raggio luce.
Le due divinità, per cercare di capire cosa fosse, decisero
di scoprirne l’origine, Vishnu, e la fine, Brahma, ma senza riuscire a
trovarli, finché dopo anni di infruttuose ricerche, dal fascio di luce emerse
Shiva.
Vishnu capì subito di essere stato sconfitto mentre Brahma
mentì affermando di aver trovato la fine, sicché Shiva benedisse Vishnu, che
infatti è da allora considerato il suo compagno preferito, e maledì Brahma, che
quindi non sarebbe stato venerato dagli esseri umani.
Nonostante questo, anche a lui è dedicato un luogo sacro,
la famosa e graziosa cittadina di Pushkar, in Rajasthan, dove si trova quello
che viene considerato l’unico tempio della divinità.
Il collegamento mitologico con Brahma proviene dal fatto
che, proprio sdraiato sulle acqua del sacro lago di Pushkar, Vishnu creò dal
suo ombelico un fiore di loto, sul quale era seduto Brahma, che a sua volta creò
l’universo manifesto, chiamato infatti in sanscrito Brahmananda,
letteralmente l’uovo (anda) di Brahma.
In realtà oggigiorno, anche per gli indiani la cittadina di
Pushkar è più che altro un centro turistico, seppur non manchino di porgere i loro
rispetti al tempio di Brahma e di celebrare la pooja (cerimonia) sui
gradini del lago.
La seconda divinità della trimurti indiana è Vishnu, al
quale sono dedicati numerosi pellegrinaggi, tra cui i più popolari sono quelli
legati alla sua ottava avatar (incarnazione), cioè Krishna.
Essendo questi nato a Mathura ed avendo trascorso la
giovinezza nelle vicine foreste di Vrindavan, tutta questa zona, situata non
molto lontano da Delhi e Agra, gode di continui pellegrinaggi da parte dei
devoti del dio.
In occasione di particolari festività, quali il giorno di
nascita di Krishna od altri legati alla sua mitologia, quest’area viene presa
d’assalto da migliaia di pellegrini, ma, data la comodità nel raggiungerla e un
clima non eccessivamente estremo (a parte il caldo periodo che precede il monsone),
Mathura, Vrindavan e i loro dintorni possono essere visitati senza grossi
problemi pressoché tutto l’anno.
Altri due luoghi di culto molto importanti per i devoti di
Krishna sono Puri e Dwarka, già parte del pellegrinaggio del Char Dham,
discusso in uno specifico post (http://informazioniindiaenepal.blogspot.in/2016/05/il-pellegrinaggio-char-dham.html).
La seconda avatar più popolare di Vishnu è il dio Rama
(precisamente la settima incarnazione) e seppur a Lui non sia dedicato nessun
particolare percorso, sparsi nel subcontinente vi sono molti luoghi considerati
sacri dai suoi seguaci e quindi meta di pellegrinaggio.
In particolare si tratta di località dove si ritiene Rama
abbia visitato durante i 14 anni di esilio prima di essere nominato re.
Chiaramente molta importanza è data al luogo di nascita
della divinità, la città di Ayodhya, nello stato indiano dell’Uttar Pradesh,
purtroppo nota a causa di alcuni disordini scoppiati nei primi anni ’90,
sull’annosa e spinosa questione della Babri Masjid, una moschea fatta costruire
dall’imperatore mussulmano Babur su quello che viene ritenuto essere il luogo
di nascita di Rama.
La città comunque è nota anche per l’elevatissimo numero di
templi, alcuni dei quali più o meno legati alle mitologiche gesta del dio.
I periodi più importanti per visitare questo luogo di
pellegrinaggio, su tutti il giorno di nascita di Rama, chiaramente sono anche
quelli in cui è maggiore il rischio di disordini, quindi sta leggermente
perdendo il favore dei devoti.
Altri interessanti luoghi legati a Rama si trovano in
Madhya Pradesh, nei pressi del confine con l’Uttar Pradesh, dove sono situate
alcune foreste in cui pare la divinità abbia trascorso gran parte dei 14 anni
del suo esilio.
La cittadina di Chitrakoot e le verdi colline circostanti
sono legati a varie vicende del Ramayana e vi si trovano numerosi templi e
santuari, molto suggestivi, che le ricordano.
Innanzitutto il Ram Ghat, la zona sacra sulle sponde del
piccolo fiume Mandakini ed intorno al quale si è sviluppato il paese, che pare
fosse uno dei luoghi preferiti da Rama e suo fratello Lakshman per fare
abluzioni e compiere rituali.
La Kamadgiri è invece la collina dove Rama, sua moglie Sita
e Lakshman costruirono la loro capanna, ed alla base della quale si snoda un
percorso sacro di circa 4 chilometri, costellato di templi e santuari.
L’Hanuman Dhara, letteralmente La sorgente di Hanuman (il
dio scimmia, grande devoto di Rama), è una fonte d’acqua situata quasi sulla
cima di una ripida e rocciosa collina, intorno alla quale è stato costruito un
tempio dedicato ad Hanuman, il quale pare venne qui a rinfrescarsi dopo aver
scoperto il luogo di prigionia di Sita, quando venne rapita dal demone Ravana.
L’Anasuya Ashram è un tempio-ostello, dove Sita incontrò
Anasuya, la moglie di un rishi (antico saggio) e ricevette preziose
istruzioni sui doveri di una moglie devota, mentre la Gupta Godavari sono due
piccole grotte dove Rama e Lakshman amavano sedere in meditazione.
Oltre a questi nella zona sono situati altri luoghi di
culto di una certa importanza, per i dettagli dei quali rimandiamo ad un post
specifico su Chitrakoot (http://informazioniindiaenepal.blogspot.in/2016/03/la-cittadina-sacra-di-chitrakoot.html).
Nella punta più meridionale della penisola indiana, proprio
di fronte allo Sri Lanka, si trova infine Rameswaram (già parte del
pellegrinaggio del Char Dham) che viene considerato il luogo dove Rama costruì
il ponte per raggiungere l’isola di Lanka dove era stata imprigionata sua
moglie Sita, rapita dal potente demone Ravana.
Una volta terminata vittoriosamente la guerra contro Ravana
e liberata Sita, qui Rama compì rituali in onore di Shiva affinché l’assolvesse
da eventuali peccati commessi durante questa impresa.
Legato al culto di Rama bisogna ricordare anche la città di
Janakpur, luogo di nascita di sua moglie Sita, che si trova nelle pianure
nepalesi, poco oltre il confine con lo stato indiano del Bihar.
Sebbene Janakpur sia quindi al di fuori dei più battuti
percorsi sacri indiani, risulta essere molto popolare presso gli induisti
nepalesi (circa l’85% della popolazione), e durante alcune ricorrenze, quali la
nascita di Sita, la città per alcuni giorni diventa meta di massicci
pellegrinaggi.
L’importanza per i devoti indiani si può notare nel fatto
che l’unica tratta di ferrovie di tutto il Nepal, circa 59 chilometri, fu
costruita dalle ferrovie indiane proprio per collegare il confine con Janakpur.
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