La prima serie, che viene stampata ancora oggi, prevede un
grosso numero 5 al centro, con la scritta rupia in hindi sopra e in inglese
sotto, afficancata da due piacevoli composizioni floreali; mentre sull’altro
lato propone il solito capitello di Ashoka.
Nel 2007 con l’introduzione della “serie della mano”, ci si
aspettava quindi una moneta da 5 rupie con la mano aperta a mostrare tutte le
dita, invece la nuova serie prevede solo un 5 sopra ad alcune onde che occupano
la parte bassa della moneta e dovrebbero simboleggiare la moderna connettività
e l’informazione tecnologica.
Nel 2009 invece fu introdotta una serie la cui
particolarità è il materiale, cioè l’ottone, che dona quindi alla moneta un
piacevole colore dorato.
Purtroppo però, nonostante i disegni siano in tutto per
tutto uguali alla serie comune, lo spessore è quello delle normali monete,
invece dell’elaborata e spessa scanalutara stile pound inglese.
Venendo alle serie celebrative: nel 1994 fu emessa una
moneta, piuttosto diffusa, per celebrare i 75 anni dell’ILO, Organizzazione
Internazionale del Lavoro, agenzia dell’ONU; mentre nel 1995 fu la volta dei 50
anni delle Nazioni Unite, dove compare il numero 50 e il simbolo dell’ONU.
Sempre nel 1995 caddero i 50 della FAO, celebrati con una
serie di monete da 5 rupie dove viene rappresentato appunto il simbolo della
FAO.
L’anno successivo, 1996, fu la volta di una campagna a
favore della salute delle madri, e sulla moneta è raffigurata una donna con in
braccio un bambino dentro ad un triangolo con la punta rivolta verso il basso;
sotto di essa la scritta: Mother’s health is child’s health (La salute della
madre è la salute del bambino).
Nel 2001 furono festeggiati i 2600 anni della nascita di
Mahavir, l’ultimo tirthankar (profeta) della religione jaina e sulla
moneta celebrativa da 5 rupie compare il simbolo del jainismo, una svastica con
sotto una mano aperta.
Nel 2005 furono celebrati i 75 anni della Marcia del Sale
promossa da Gandhi, diventata simbolo della lotta non-violenta contro la
dominazione britannica.
Inoltre possediamo una moneta da 5 rupie piuttosto recente,
dedicata a Jagat Guru Sree Narayana Gurudev, considerato non solo un grande santo
ma anche un riformatore sociale.
Le dimensioni sono leggermente ridotte, soprattutto lo
spessore, seppur mantenga la tipica scanalatura del modello base, e il peso è
diminuito di ben 3 grammi da 9 a 6.
La data di emissione, misteriosamente, non compare sulla
moneta, ma con una breve ricerca internet abbiamo
scoperto essere il 2006.
Infine, molto recente, 2011, è la bella moneta da 5 rupie
in ottone, dedicata ai 150 della nascita di Rabindranath Tagore, rappresentato
su un lato della moneta.
Da circa una decina d’anni, nelle più grandi città, stanno
iniziando a circolare delle utili e vistose monete bimetalliche del valore di
ben 10 rupie.
Stando all’interessante voce di Wikipedia inglese sulle
moderne monete indiane, la loro storia, seppur breve è alquanto articolata.
Nel 2005 vennero infatti emessi i primi esemplari, dal tema
“Unity in Diversity” (Unità nelle differenze), il quale design però ricordava
fin troppo una croce e per evitare controversie religiose il loro conio venne
interrotto.
Operazione piuttosto semplice visto che oltretutto queste
monete erano state emesse solo da una delle quattro zecche indiane, per la
precisione quella di Noida, vicino Delhi.
Pochi anni dopo, la Banca Statale Indiana comunicò che le
monete bimetalliche da 10 rupie avranno due temi: oltre alla interrotta serie
“Unity in diversity”, venne aggiunta la “Connectivity and information
technology”, emessa nel 2008.
In questa serie il disegno prevedeva, oltre ad un lato con
il classico capitello di Ashoka, il numero 10 con sopra 15 spessi e corti
raggi, ma anche in questo caso le monete venivano coniate solo dalla zecca di
Noida, quindi la loro circolazione risultò sempre scarsa.
Finalmente, nel 2011, iniziarono ad essere coniate in tutte
e quattro le zecche, con leggeri cambiamenti: i raggi furono ridotti a 10 e
venne introdotto il nuovo simbolo della rupia.
Ultimissima curiosità numismatica sulle monete indiane,
riguarda il piccolo simbolo che compare spesso proprio sotto alla cifra
dell’anno di emissione.
Questo serve a segnalare quale zecca ha emesso il pezzo, in
quanto, come accennato poco fa, l’India possiede ben 4 zecche: a Mumbai, Kolkata,
Hyderabad e Noida.
Mumbai è rappresentata da un piccolo rombo, Kolkata
dall’assenza di qualsivoglia simbolo, Hyderabad da una stella e Noida da un
punto, sebbene esistano anche altri simboli, purtroppo difficilissimi da
identificare a causa delle ridottissime dimensioni.
Nessun commento:
Posta un commento