
A lui è dedicato il
più importante tempio del Nepal, che dà il nome anche alla zona sacra circostante
che si trova nella parte orientale della città di Kathmandu, non molto lontano
dall’aereoporto.
Il tempio, costruito
in tipico stile a pagoda nepalese a due tetti, possiede una pianta rettangolare
piuttosto tozza, ma è dotato di ricche decorazioni che lo rendono decisamente
affascinante.
Purtroppo i non
indù non possono entrare e bisogna accontentarsi di sbirciare il cortile che lo
ospita attraverso il portale principale, oppure, come vedremo più avanti, dagli
scaloni che si trovano sulla sponda opposta del piccolo fiume sacro che scorre alle spalle del tempio.
Nel cortile si può
facilmente notare l’enorme statua di Nandi, il toro veicolo di Shiva,
completamente rivestito di pittura dorata, posizionato di fronte all’entrata
del tempio, mentre di fianco è situato un gigantesco tridente di metallo,
simbolo di Shiva; di notevole pregio artistico è anche il portale, costruito in
oro massiccio.
Il lingam (simbolo
fallico rappresentante Shiva) custodito all’interno è piuttosto originale in
quanto si tratta di un chaturmukhi, cioè uno shivalingam sui quali sono
scolpite quattro (chatur) facce (mukh) della divinità.
Sulla sponda del
piccolo fiume sacro dove sorge il tempio vengono effettuate le cremazioni,
mentre sull’altra riva si trovano vari santuari, templi e ostelli, ed una
scalinata che porta in cima ad una verdeggiante collina sulla cima della quale
si trovano altri luoghi di culto.
La zona del
lungofiume situata proprio alle spalle del tempio è considerata particolarmente
sacra e propizia per i riti funebri e vi vengono svolte le cremazioni di
personaggi particolarmente importanti.
Verso sud invece si
trova la zona adibita alle cremazioni comuni che si effettuano su delle
piattaforme ottagonali, circa 5-6 quelle attive, situate in cima ai piccoli ghat,
scalinate che portano al fiume.
Superata la zona delle
cremazioni, seguendo la debole corrente del piccolo corso d’acqua, sempre verso
sud, si può notare una piccola statua del Buddha, brutalmente semi-interrata,
che pare risalga al VII secolo, mentre poco oltre, all’interno di un muro di
pietra, si incontra un piccolo complesso di templi molto antichi dotati di
scene erotiche particolarmente spinte.
Ritornando nella
zona delle cremazioni ed attraversato uno dei due ponticelli di pietra, si
accede alla sponda opposta del fiume letteralmente disseminata di santuari,
templi ed ostelli.
In cima agli
scalini proprio di fronte alla parte posteriore del tempio di Pashupatinath, da
dove è possibile assistere ai riti funebri della zona “VIP”, nonché osservare
l’interno del cortile del tempio e l’attività frenetica dei brulicanti devoti, si
trovano 11 chaitya, piccoli santuari shivaiti tipici nepalesi, di forma
quadrata sormontata da un tetto a cupola a forma di fioro di loto rovesciato, all’interno
dei quali sono custoditi dei lingam.
Nella zona sud si
trovano invece alcuni imponenti tempi in pietra ed ostelli per asceti, dove è
facile incontrare pittoreschi sadhu (asceti) nudi cosparsi di cenere.
Di fronte ai due
ponticelli di pietra che dividono queste due zone, si trova la scalinata che
porta in cima alla collina dove, sulla sinistra, all’interno di un muro di
pietra, si trova un complesso di templi vishnuiti.
Sulla destra invece
si può notare un’area completamente cosparsa di chaitya ordinatamente in fila:
francamente non conosciamo il motivo di una tale concentrazione di santuari, ma
il risultato artistico e l’atmosfera che creano sono indubbiamente suggestivi.
Proseguendo ancora
si giunge ad uno spiazzo circondato, chiaramente, da templi e dove si trova la
biglietteria posteriore.
Da qui si scende
una scalinata, quasi sempre invasa dalle scimmie (come del resto un po’ tutta
la zona), che porta in fondo alla collina, sulle sponde del fiume, dove trovano
posto altri templi e santuari.
In particolare, risalendo
la corrente si giunge al tempio di Guhyeshwari, probabilmente il tempio di Kali
(della quale Guhyeshwari è una rappresentazione terrifica) più importante del
Nepal; purtroppo però anche qui l’ingresso non è consentito ai non indù e
l’alto muro di pietra che lo circonda ne proibisce anche una decente vista dall’esterno.
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