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Il simbolo della rupia indiana |
Uno dei tanti piccoli problemi tipici
dell’India è la cronica mancanza di resto per le varie transazioni finanziarie della
vita d’ognigiorno.
Nelle grandi città la situazione è leggermente
migliore, ma in quelle piccole o più arretrate, senza parlare dei villaggi, il
fenomeno è piuttosto grave ed antipatico, visto che, se non si è in possesso di
banconote di piccolo taglio, spesso si è costretti a perdere molto tempo e
sprecare preziose energie per andare in giro a cercare qualche buonanima che abbia
denaro da cambiare.
Oltre a questo bisogna anche stare
molto attenti alle condizioni delle banconote indiane che possono essere
davvero molto usurate ed il regolamento sulla loro circolazione è piuttosto
severo.
Ad esempio, in presenza di tagli,
buchi e pezzi mancanti, la maggior parte delle persone si rifiutano di
accettarle, come anche le banconote sulle quali è stato applicato dello scotch,
anche pochissimo
Ad ogni modo, un’attenta osservazione
delle banconote indiane può offrire numerosi spunti culturali, sociali ed
artistici.
Purtroppo oggigiorno le banconote
delle serie più vecchie sono sempre più rare poiché stampate prima del 1996,
anno in cui iniziarono ad essere stampare le banconote attuali della cosiddetta
“serie Gandhi”.
Serie Gandhi che recentemente ha
subito qualche piccolo ma interessante cambiamento grazie ad una piccola ma notevole
novità del 2012, cioè l’introduzione di un simbolo ufficiale a rappresentare la
rupia indiana, che consiste in un ingegnoso segno che può sembrare sia la R dell’alfabeto devanagari, che la R dell’alfabeto
latino, con l’aggiunta di un trattino orizzontale come quello della L del pound
o della Y dello yen.
Secondo l’interpretazione del
fantasioso ideatore, le due linee orizzontali in alto con il piccolo spazio in
mezzo rappresentano il tricolore della bandiera indiana, nonché il simbolo
dell’uguaglianza, a significare il desiderio della nazione di ridurre la
disparità economica.
Questa novità ha quindi anche un
valore collezionistico-numismatico in quanto le monete stampate dal 2011 e le
banconote successive al Gennaio 2012, portano il nuovo simbolo.
Entrando nei dettagli, la prima interessante
e peculiare caratteristica, comune a tutte le banconote indiane, è quella di
avere un rettangolo riservato alla scritta del valore nei caratteri di quasi
tutte le 22 lingue riconosciute ufficialmente dall’Unione Indiana, dapprima
erano 13, più recentemente salite a 15.
Gli appassionati di linguistica, ma
anche i semplici curiosi, non potranno fare a meno di notare le interessanti caratteristiche
delle lingue indoariane del nord: come hindi, sanscrito, nepali, marathi,
gujarati, punjabi, bengali, assamese e oriya; oppure quelle dravide del sud: telugu,
tamil, kannada, malayam; o ancora, i caratteri arabi di urdu e kashmiri.
L’inglese non appare in questo spazio,
ma viene utilizzato, insieme all’hindi, per tutte le diciture che compaiono su
banconote e monete (l’hindi e l’inglese sono infatti le due lingue ufficiali
del governo indiano).
Come già accennato, le banconote che
vengono stampate dal 1996, nelle denominazioni da 1000, 500, 100, 50, 20, 10 e
5 rupie, fanno parte della cosiddetta “serie Gandhi” e riportano, a destra del
lato principale, il volto sorridente del “Padre della Nazione”.
Al centro vi è il numero del taglio,
con sotto la scritta in hindi, e sullo sfondo una specie di disegno floreale
stilizzato, mentre la zona sinistra rimane bianca e in controluce vi appare di
nuovo il viso di Gandhi e la cifra della banconota.
Pur riconoscendo l’importanza del
ruolo di Gandhi nella formazione dell’India moderna, è però evidente come
questa serie di banconote, sul lato principale, risulti piuttosto monotona,
seppur i pezzi più importanti da 1000 e 500 rupie siano abbellite dalla cifra
di uno sgargiante verde chiaro metallizzato.
Sull’altro lato invece si trovano
varie raffigurazioni decisamente più interessanti.
Sulla banconota da 1000 rupie, con
colori predominanti marrone e rosso, vi è una composizione di simboli che
dovrebbero rappresentare l’economia dell’India: una grande trebbiatrice, alcune
spighe di grano, una piattaforma petrolifera, una colata di acciaio, un
satellite e una donna davanti ad un computer.
Le notevoli dimensioni ed anche l’alto
valore (circa 13-14 di euro), ne fanno una banconota “importante” e piuttosto
rara. E visti i cronici problemi di resto dell’India, pressoché inutilizzabile
nella vita di tutti i giorni.
La banconota da 500 rupie, dal
gradevole colore giallo-dorato, raffigura un’interessante scultura dedicata a
Gandhi, collocata in un trafficato incrocio di Delhi, e rappresenta la nota “marcia
del sale”, seppur nella banconota, a causa delle ridotte dimensioni, non sia
possibile notare molti particolari.
La diffusissima banconota da 100
rupie, seppur in un anonimo azzurro-grigio, è forse quella artisticamente più
riuscita, con la raffigurazione di cime innevate di non ben precisati monti
himalayani, con tanto di nuvole sullo sfondo, ben incastonate in due pannelli
decorativi.
(segue seconda parte con i tagli
inferiori e qualche dettaglio sulle serie più vecchie
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